Il Tirreno

Lucca

celebrazioni/2 

Ritrovato un testo che ricostruisce la vita del sacerdote trucidato dai nazisti Le novità nel libro della storica Simonetti

2 MINUTI DI LETTURA





lucca. L’Associazione toscana volontari della libertà, ricordando don Aldo Mei, annuncia la prossima pubblicazione di un libro dedicato al sacerdote con numerose novità archivistiche e storiche, ma soprattutto il ritrovamento di un testo scritto da un amico del sacerdote che ricostruisce tutta la vita del martire di Porta Elisa. Il saggio, che sarà curato da Simonetta Simonetti e pubblicato da Tralerighe libri nella collana di memoria e storia del Novecento, porrà in luce figure di grandi lucchesi, come quelle di Italico Baccelli o Ferdinando Martini, che furono vicini a don Aldo Mei. La vicenda del sacerdote trova il compimento tragico nellagosto 1944, quando la nostra città si trovò a vivere la ferocia nazista e l’oltraggio verso l’umanità che aumentò a dismisura in quella tragica estate dove furono compiuti eccidi e vessazioni di ogni genere sulla popolazione inerme. «Sono gli ultimi giorni di un periodo di ansia e di paura», scrisse Italico Baccelli in un suo intervento commemorativo al quale aggiunse: «Ma i lucchesi non sono domi e l’invasore non ha il cammino facile sulla sua strada; egli è consapevole dell’ostilità che lo circonda ed ha paura. E la paura diventa ferocia, il nemico deve punire fortemente questo popolo di traditori e iniziano così i rastrellamenti, le rappresaglie, l’accanimento verso chiunque si trovi su suo cammino». «Fermano uomini, ragazzi, sacerdoti ritenuti colpevoli di connivenza con i partigiani, si affiancano a loro le spie, i delatori, squallidi individui che hanno venduto le loro anime per un’illusoria protezione - prosegue Baccelli - . Alla pia casa di beneficenza, in via santa Chiara, si sentono i rumori della guerra, lo sferragliare dei carri armati, il passo cadenzato e l’asprezza delle voci che risuonano nella stretta via minacciosi. Nelle parrocchie cittadine e in quelle delle zone rurali i parroci erano gli unici consolatori dello sgomento che aveva invaso la gente». «La chiesa, piccola, grande, fastosa accoglieva tutti senza distinzione, credenti e non - conclude il documento - avrebbero trovato tra quelle mura un’isola di pace. Nel piccolo paese di Fiano il parroco era un giovane prete nato a Ruota che aveva scelto di esercitare il suo ministero in nome della carità e dell’amore verso il prossimo. Chiunque per Don Aldo Mei era il prossimo e, nonostante i timori di chi lo consigliava a fare solo il prete, lui non ebbe alcuna indecisione ad accogliere le richieste di chi si rivolgeva a lui per bisogno. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web