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Offesa e aggredita: «Rubi lo stipendio», operatrice in lacrime a Campo di Marte

Offesa e aggredita: «Rubi lo stipendio», operatrice in lacrime a Campo di Marte

E l’azienda annuncia l’estensione della vigilanza su 24 ore al Pronto soccorso. La Uil: «È un primo passo ma non basta» 

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LUCCA. Aggressioni al personale sanitario, via alla vigilanza 24 ore su 24 al Pronto soccorso. Ma da sola non basta. C’è una data ufficiale: dal 1° settembre il servizio di vigilanza al Pronto soccorso del San Luca sarà esteso alle 24 ore. La decisione dell’Asl arriva a seguito dei numerosi episodi di violenza – verbale ma anche fisica – contro medici, infermieri e oss. Una misura che gli operatori chiedevano da tempo: «Accogliamo con favore la notizia– commenta Pietro Casciani, sindacalista Uil funzione pubblica – evidentemente le nostre richieste sono servite. L’estensione del servizio di vigilanza non risolve i problemi ma rappresenta un passo nella direzione desiderata. Quanti sono gli episodi? Dati aggiornati non ce ne sono (gli ultimi sono relativi al 2015, ndr), ma si tratta di un fenomeno diffuso e poco monitorato. I casi di cui resta traccia sono quelli a seguito dei quali c’è una denuncia dell’operatore o peggio ancora un infortunio che lo costringe in malattia. Ma sfuggono a qualsiasi rendicontazione le decine di aggressioni verbali che gli operatori devono subire ogni giorno e buttare giù senza battere ciglio. Per questo auspichiamo che a protezione dei lavoratori della sanità siano utilizzati più spesso banconi e vetri che li mettono a riparo da utenti esagitati».

L’ultimo episodio venerdì mattina al Campo di Marte, conclusosi con un’operatrice maltrattata e costretta in lacrime da un cinquantenne lucchese con moglie al seguito. Il signore – in realtà poco signore – si è presentato nell’ufficio Ausili e Protesi. Gli addetti gli hanno spiegato che dal 15 luglio è cambiata la modalità di presentazione delle domande per la richiesta di fornitura, ritiro o riparazione di protesi e ausili. Pertanto l’uomo avrebbe dovuto rivolgersi al Cup. A queste parole il 50enne ha dato di matto: ha iniziato a offendere gli operatori, accusandoli di rubare lo stipendio. Dopo tale scenata se n’è andato, lasciando una lavoratrice esterrefatta e in lacrime per il trattamento ricevuto.

«Per combattere questo genere di situazione – spiega l’Asl nord ovest – sono in atto alcune azioni aziendali, grazie anche all’attività del gruppo di lavoro per l’analisi e la prevenzione del rischio di aggressioni a danno degli operatori sanitari, a cui partecipano sia rappresentanti delle professioni che delle funzioni tecniche di staff. Il gruppo è impegnato ad armonizzare le modalità di segnalazione dell'evento, offrendo ai dipendenti supporto post fatto, fino a definire criteri uniformi per la valutazione del rischio nelle strutture Asl. Questo per favorire sia la raccolta che l’analisi dei dati delle aggressioni in una logica sistemica, volta alla prevenzione del rischio per gli operatori ed alla salute dei pazienti». 

G.P.

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