Il Tirreno

Lucca

 

Il pop, il rock, il jazz: c’è tutto in Sting. Languido e travolgente, la piazza è in delirio

Nicola Nucci
Il pop, il rock, il jazz: c’è tutto in Sting. Languido e travolgente, la piazza è in delirio

La migliore chiusura possibile per il Lucca Summer Festival 2019. E prima del concerto, le prove aperte a tutti

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Chiude con un grande concerto l’edizione 2019 del Summer Festival. Un successo annunciato per Sting, una serate delle più attese del cartellone, che ha confermato di essere uno dei personaggi più amati del panorama rock. Anche per i gesti: nel pomeriggio, verso le 17, a sorpresa ha deliziato i presenti con le prove a piazza aperta.

Nel concerto, le sue eterne canzoni hanno incantato una piazza gremitissima, in delirio (novemila persone in tutto) per la rockstar che invecchia bene come il vino, che tra l’altro produce nella sua splendida tenuta Il Palagio sulle colline fiorentine. In forma smagliante, energico e ormai in pace con il suo passato, l’artista inglese è arrivato a Lucca nel pomeriggio e dopo un breve sopralluogo ha cenato nel camerino in cortile degli Svizzeri, una cena leggera in attesa del concerto. La partenza è una scarica di adrenalina. Sting, in outfit minimal, jeans neri e una t-shirt rossa. Un fisico da fare invidia ai ventenni, spara subito alcune delle sue cartucce migliori.

Non si è dovuto attendere più di tanto per sentire un pezzo dei Police, la band che tra gli anni Settanta e Ottanta conquistò il mondo con una miscela di punk, reggae, rock e jazz.

Inizia con la struggente Roxanne in versione acustica, seduto su uno sgabello. Poi in piedi, parte la scrica di adrenalina con Message in a bottle. «I’lll send an sos to the world, I'll send an sos to the world» canta il pubblico.

Un concerto autobiografico. Quindi, per la gioia dei fan, arrivati da ogni angolo d’Italia, anche tante canzoni dei Police, sapientemente alternate ai brani più amati della sua produzione solista in questo viaggio, non a caso chiamato “My songs”, come il pop sempre raffinato e originale di Englishman in New York, l’intima e sognante Fields of gold e la delicata Shape of my heart.

Pubblico in delirio sulle note travolgenti di Every little thing she does is magic e la reggeggiante Walking on the moon. La versione di So lonely è torrenziale. Sostenuto da un’affiatata band di fuoriclasse, che lo accompagna in questo tour, Sting si diverte e ringrazia più volte il pubblico in perfetto italiano. In Toscana è di casa la leggenda del rock che ha anche aperto un agriturismo vicino Firenze dove produce prodotti biologici. E chissà che non abbia assaggiato anche un vino biodinamico lucchese, presente nell'area hospitality. Un concerto entusiasmante, senza pause. la Accolte da un ovazione Roxanne ed Every breath you take, tra i brani più amati del repertorio, scandita dal suono rotondo del suo fedele basso, mandano in visibilio i 9 mila spettatori che riempiono piazza Napoleone. La chiusura è al fulmicotone.

Il concerto fila via senza pause. Sting c’è, anche la sua voce inconfondibile, ritrovata in tempo per riprendere il tour e non saltare la data di Lucca a cui teneva tanto e di fatto la sua prima volta in cartellone, dopo un’apparizione nel 1999 (in piazza Anfieatro) al fianco di James Taylor. Dopo Russians, l’ultimo brano è la dolcissima e toccante Fragile, che ha rapito ed emozionato il pubblico, una delle perle dell’immenso songbook del cantautore di Wallsen. Poi una lunga standing ovation saluta la rockstar inglese che ha ha confermato la forza della musica, senza fronzoli. La grande musica. Una lezione anche per le nuove generazioni. —



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