Sicurezza
Decisivo il suo intervento nello scontro sul campo Balilla
Sulla linea del compromesso il rappresentante del Governo aveva impedito almeno per ora la rimozione della ghiaia facendo risparmiare la comunità
LUCCA. Un campione dell’ascolto e un uomo della mediazione. Leopoldo Falco, 64 anni, morto ieri notte nella sua abitazione a Carano di Sessa Aurunca in provincia di Caserta, è stato per poco meno di due mesi il prefetto di Lucca. Un brevissimo lasso di tempo sufficiente però per mostrare a chi lo ha incontrato cultura, saggezza, profondità umana, esperienza, metodo e capacità di raffronto e di dialogo. «Con le persone bisogna parlarci, confrontarsi» amava ripetere ai suoi più stretti collaboratori. Una frase tanto reale da trasformarsi in azione concreta durante lo scontro istituzionale tra Soprintendenza, Comune di Lucca, Summer Festival e Lucca Crea. A fare prevalere la linea del buonsenso e del compromesso evitando, almeno nel 2019, la rimozione della ghiaia dal campo Balilla, il cosiddetto stabilizzato, era stata proprio l’opera di mediazione del dottor Falco che, senza prendersi i meriti come soleva fare nel suo agire quotidiano, era riuscito a convincere la dottoressa Angela Acordon a desistere dall’intento con un risparmio notevole per la collettività (100mila euro per il doppio intervento necessario per ripristinare l’erba) accontentandosi di alcune opere di mitigazione visiva per ridurre l’impatto della distesa di ghiaia.
Quel risultato è stata la sua ultima azione prima di concedersi un po’ di riposo da dedicare alla moglie e ai suoi tre figli. Una scomparsa improvvisa che ha profondamente colpito Domenico Manzione, magistrato e per alcuni anni Sottosegretario all’Interno del governo Renzi con delega all’immigrazione, che ha avuto modo di conoscere e apprezzare l’opera di Leopoldo Falco: «Il mio più grande rammarico è quello di non avergli telefonato non appena ricevuta la nomina a Prefetto di Lucca. Avevo aspettato a chiamarlo perché speravo di vederlo personalmente a breve, nel mese di agosto approfittando delle ferie estive. Avrei voluto incontrarlo e parlarci perché Leopoldo era un vero gentiluomo, un signore d’altri tempi che avrebbe meritato una carriera ancora più prestigiosa. Ho avuto il piacere e il privilegio di averlo come collaboratore quando era, prima vice e poi capo, all’ufficio “Affari Legislativi e Parlamentari" al dipartimento per gli affari interni e territoriali. Mi ha coadiuvato nel seguire i lavori parlamentari. Una persona perbene. Capace, posata e riflessiva. Il collaboratore perfetto nel trovare soluzioni condivise grazie alla sua propensione al dialogo fatta di educazione e buone maniere. Mancherà non solo a chi lo ha conosciuto, ai suoi familiari a cui vanno le mie più sentite condoglianze, ma anche e soprattutto alle istituzioni del nostro Paese che in questo momento avrebbe grande bisogno di uomini come il prefetto Falco».
Luca Tronchetti
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