Il Tirreno

Lucca

la storia 

Sarto dei vip con l’atelier in proprio a Lucca: il sogno di Qemal è realtà

Rossella Lucchesi
Sarto dei vip con l’atelier in proprio a Lucca: il sogno di Qemal è realtà

Trentuno anni, albanese, il giovane stilista arrivò in Italia sedici anni fa. Si è formato all’istituto Civitali, i suoi abiti da uomo sono super pagati 

3 MINUTI DI LETTURA







Giunse a Lucca 16 anni fa dall’Albania e oggi è uno degli stilisti più apprezzati dal jet set internazionale. I suoi clienti sono grossi imprenditori, petrolieri, nobili, banchieri e politici e lui è sempre in giro per il mondo. I suoi abiti hanno prezzi importanti: anche decine di migliaia di euro.Lucca ce l’ha nel cuore: al civico 24 di via Mordini, ha aperto un atelier che sta finendo di arredare.

Qemal Selimi aveva quindici anni quando, con la mamma e due fratelli, sbarcò in Italia dalla cittadina albanese di Elbasan per raggiungere babbo Veis che da quattro anni viveva a Lucca, dove faceva l’operaio. Era dicembre, l’anno scolastico era iniziato e bisognava attendere quello successivo per iscriversi a scuola. Qemal aveva le idee chiare. Sognava di diventare sarto, ma non uno dei tanti. Voleva emergere e lavorare per importanti maison e un giorno creare un suo marchio per una clientela extralusso. Oggi, a 31 anni e con una lunga esperienza, ha trasformato il sogno in realtà. Sacrifici ne ha fatti tanti, ma quando passione e tenacia sono così forti, nulla è impossibile.

«È stata dura - dice - soprattutto all’inizio, perché ero un ragazzino e dovevo farmi le ossa, sapevo di dover affrontare una dura gavetta». Ma niente avrebbe fermato questo giovane che sin da bambino era attratto più dall’ago e dal filo che dai giocattoli. Lo aveva capito osservando una cugina più grande, mentre ricamava figure e merletti con la macchina da cucire a pedale. Erano gli anni ’90, in Albania c’era la guerra civile e la linea telefonica andava a singhiozzo. Il padre di Qemal viveva già a Lucca, dove stava sistemando la casa per la famiglia e tornava ogni tre mesi, ma per sentirlo al telefono bisognava andare dalla cugina, dove la linea funzionava. Qui avvenne il colpo di fulmine con il cucito e da quando chiese al babbo in regalo un cerchietto da ricamo per Qemal, che aveva dodici anni, cominciò l’avventura.

«A incoraggiarmi - dice il giovane stilista - fu una vicina di casa, che mi diede i primi insegnamenti per quella che è diventata la mia professione. Intanto ero arrivato in Italia, dovevo ambientarmi e imparare la lingua». Poi c’era la scuola da scegliere e l’istituto Civitali era l’ideale. «La scuola mi piaceva - spiega - ma non mi bastava. Volevo imparare meglio. Il professor Alessandro Angeli, mio insegnante di disegno e storia del costume, mi indirizzò da Fernando Alessi che aveva una sartoria in piazza del Suffragio, dove trascorrevo il tempo libero dalla scuola, imparando a tagliare e cucire».

Qemal frequentò anche altri laboratori sartoriali, dove capì che avrebbe voluto fare lo stilista da uomo e confezionare a mano abiti di classe con i tessuti più pregiati. Fu Sergio Stefanini, noto sarto lucchese, a suggerire il grande passo all’allievo che a vent’anni era già capace di tagliare e cucire anche i modelli più complicati. Presto Qemal fu assunto nella rinomata sartoria Liverano & Liverano di Firenze, dove ha lavorato circa dieci anni, diventando responsabile di laboratorio e accompagnando il titolare in giro per il mondo.

Finché si è messo in proprio, rifiutando allettanti proposte di note maison straniere. «Il lavoro non mi manca - spiega - e non mi pesa fare le ore piccole a tagliare e cucire, né saltare da un aereo all’altro. È la vita che ho scelto: regala enormi soddisfazioni e ti fa sentire cittadino del mondo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa