Stop alle aggressioni alle guardie mediche Ora basta un clic per far scattare l’allarme
Finanziati dall’Ordine sono stati consegnati i dispositivi che avviseranno del pericolo la centrale operativa
LUCCA. Pochi mesi fa era stato annunciato il loro arrivo e ieri sono state finalmente consegnate: si tratta di piccole “scatolette bianche”, che ricordano un po’ un telecomando. Ma quelle “scatolette” rappresentano uno strumento importante per la sicurezza dei medici di continuità assistenziale, ossia le guardie mediche, come sono ormai conosciute nel linguaggio comune. Dottori spesso giovani, in molti casi donne, il cui lavoro li porta per orari e luoghi a essere esposti – loro che operano per la nostra salute – a parecchi rischi. Aggressioni verbali e talvolta anche fisiche da parte di chi pretende prestazioni sanitarie che non possono essere fornite, da parte di chi è in cerca di ricette o farmaci che non possono essere dati, da parte di chi è “semplicemente” animato da cattive intenzioni.
Le cronache sono purtroppo ricche di storie del genere, e alcuni casi limite hanno avuto come teatro anche la Lucchesia. Ma da adesso sarà più difficile mettere nel mirino le guardie mediche, proprio per quella scatoletta. In caso di situazione di allarme, infatti, basterà premere un pulsante per attivare un allarme alla centrale operativa del 118. A quel punto un operatore cercherà di mettersi in contatto con il medico e, in caso di mancata risposta, saranno attivati i soccorsi (che sapranno dove recarsi attraverso un geolocalizzatore). Non solo, ma esiste poi una funzione ancora più specifica, attivata col cosiddetto “tasto di coercizione”: premendolo non solo parte l’allarme, ma alla centrale operativa arriverà anche l’audio di quanto sta accadendo.
Tutte e 16 le sedi di guardia medica della provincia (4 nella Piana, 6 in Valle del Serchio e 6 in Versilia) saranno dotate del dispositivo, due nelle sedi che prevedono un doppio medico. Un investimento importante dell’Ordine dei medici di Lucca, che ha deciso di autofinanziare (per un costo di circa 40mila euro l’anno) quest’iniziativa. A illustrarla il presidente dell’Ordine, Umberto Quiriconi, la referente della commissione giovani medici Sara Barsotti, il direttore del dipartimento di medicina generale dell’Asl Guglielmo Menchetti e il responsabile del Gruppo Securitalia (che ha fornito i dispositivi) Dario Augelli.
Lucca è tra le primissime realtà ad adottare il meccanismo, solo nella vicina Pistoia (ma non in tutte le sedi) si era ricorsi a un simile strumento: «Questo progetto – spiega il presidente Quiriconi – nasce per prevenire possibili atti ostili verso i colleghi e, soprattutto, le colleghe, della continuità assistenziale. Ma non vogliamo limitarci a questo presidio, abbiamo intenzione di intervenire anche sulla sicurezza delle sedi, sulla sicurezza dei mezzi e, possibilmente, riuscire ad affiancare anche un operatore ai medici. Il compito di questi colleghi è spesso ingrato, devono fronteggiare situazioni potenzialmente rischiose. Che i malintenzionati sappiano che i nostri medici non sono più soli». —
Luigi Spinosi
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