La manifestazione
Alcol e droga dietro la tragedia di Varsavia
Le novità sulla morte di Salvatore Cipolletti: la sera del 9 marzo avrebbe assunto eccitanti e ansiolitici, prima di precipitare
Una serata in cui erano passati dall’assunzione di una droga sintetica, un eccitante che si trova sul web, a fare uso anche di ansiolitici.
Con Salvatore che, secondo la testimonianza degli amici, avrebbe anche aggiunto una buona dose di alcol dopo il sedativo. Nel giro di qualche minuto il volo dal balcone dal settimo piano del palazzo a Varsavia in cui era arrivato la mattina.
Nei primi atti arrivati alla Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, vengono riportate le dichiarazioni dei testimoni oculari dell’episodio in cui morì Salvatore Cipolletti, 24 anni, di Ponsacco, dipendente dell’Asse Group di Pontedera.
Alle 00,20 del 9 marzo scorso il corpo senza vita del giovane venne trovato da una coppia di turisti. Quello che è accaduto nell’appartamento è al centro delle indagini della polizia polacca e ora anche dei magistrati romani competenti nei casi di italiani vittime di reati all’estero.
Gli amici, un polacco, un croato e un italiano, Iacopo, residente a Lucca con cui Salvatore aveva fatto il viaggio, hanno detto agli investigatori polacchi che Cipolletti nel corso della serata aveva perso conoscenza per pochi secondi a causa di uno sballo dovuto all’assunzione di un eccitante con vodka.
Gli stessi amici hanno anche aggiunto che dopo essersi ripreso, il 24enne aveva scritto qualcosa sul telefonino. Quindi era andato sul balcone per lasciarsi cadere.
Un altro amico aveva fatto mettere a verbale che prima del volo tutti avevano preso un ansiolitico. E che Salvatore lo aveva mescolato a un bel po’ di alcol. Un mix che con il senno di poi si è rivelato fatale.
Lo aveva detto al funerale la mamma Suphapron Thiansamran: «Ringrazio tutti per l’affetto dimostrato nei nostri confronti e soprattutto verso Salvatore. Mio figlio non è morto per i giochi online, ma a causa di alcuni amici sbagliati».
Restano ancora da chiarire sia gli esami tossicologici che l’accertamento sul telefonino. Salvatore aveva scritto all’amica Valeria pochi minuti prima di morire. Lo aveva fatto indicandole il nome di un giovane polacco che non era nell’appartamento, ma che era amico su Facebook di Cipolletti, poi inviandole un vocale: «È il nostro momento, il nostro suicidio».
Il giallo di Varsavia ha ancora troppi punti oscuri. E la famiglia, assistita dall’avvocato Ivo Gronchi, non accetta l’idea del suicidio di un giovane che già comprato i biglietti per andare a Praga ad aprile. In mezzo ci sono le sostanze e l’alcol in una serata di bagordi tra amici. —
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