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Timori per il futuro di 25 lavoratori

Timori per il futuro di 25 lavoratori

Richiesta di concordato presentata dalla Cartiera Pieretti. La Cgil: «Serve un piano di risanamento per l’azienda»  

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CAPANNORI. C’è preoccupazione, per usare un eufemismo, per il destino dei 25 dipendenti della Cartiera Pieretti di Marlia, dopo che l’azienda, lunedì scorso, ha presentato una richiesta di concordato preventivo al tribunale di Lucca. Richiesta che potrebbe sì essere uno strumento utile per superare un momento difficile, ma senza un piano chiaro per il futuro potrebbe servire a poco o nulla. Di questo son convinti i sindacati, che da tempo seguono la travagliata vicenda dell’azienda.. «La richiesta di ammissione alla procedura del concordato preventivo – sottolinea Simone Tesi, della Slc Cgil Lucca – può essere l’inizio di un percorso per tentare l’uscita da una situazione molto difficile, ma occorre che siano messe in campo le dovute garanzie a tutela del lavoro e dell’occupazione, in primis, oltre che di tutti i creditori. Sono queste condizioni imprescindibili perché un piano di risanamento possa avere la possibilità di camminare e, quindi, essere autorizzato dagli organi della procedura che saranno chiamati ad esaminarlo. Avevamo già segnalato le condizioni di difficoltà dell’azienda e abbiamo richiamato più volte la stessa a mettere in campo un piano complessivo che frenasse l’emorragia di lavoro alla quale abbiamo assistito (in pochi mesi, infatti, l’azienda è passata da una quarantina a 25 dipendenti, con molti lavoratori che, avendone avuto l’opportunità, si sono spostati verso lidi occupazionali più sicuri ndr). Non è stato affatto lineare il percorso che ha portato a ben 2 avvicendamenti aziendali, nel giro di poco più di un anno (oggi, l’azienda è di proprietà di un commercialista) tanto che su questo è iniziato un pesante braccio di ferro, che ha portato i lavoratori a incrociare le braccia più volte, per avere gli stipendi pagati, oltre che per riuscire a mantenere attivo, fino a poco tempo fa, il ciclo produttivo di 7 giorni su 7, basato sull’avvicendamento dei turni».

«La scarsa trasparenza – riprende Tesi – non è mai venuta meno: tutt’oggi, con una richiesta di ammissione al concordato, l’azienda non ha saputo ancora dire nello specifico che cosa intende fare per recuperare lavoro e dare continuità all’attività anche in termini di prospettiva. Ecco perché, già da un po' di tempo, abbiamo chiesto il coinvolgimento delle istituzioni locali, perché ci fosse un loro coinvolgimento nella vicenda. Il loro interessamento è stato immediato e un primo incontro è già avvenuto e altri ne avverranno, nel tentativo di portare allo scoperto le reali intenzioni che ci sono riguardo questa azienda storica che ha lungo passato, alle spalle, e che merita di avere un futuro».

Sulla questione interviene anche, nella doppia veste di consigliere provinciale e di capogruppo in Regione, l’esponente di Forza Italia Maurizio Marchetti. Lo fa condue mozioni: una in Provincia per chiedere subito un tavolo di confronto istituzionale con azienda e lavoratori, l’altra in Regione per chiedere anche il coinvolgimento della giunta toscana: «L’azienda attraversa ormai da mesi una situazione di difficoltà che si riverbera, tra l’altro, nell’irregolarità nei pagamenti degli stipendi che nei mesi scorsi ha portato i lavoratori a proclamare lo stato di agitazione. Il 22 luglio poi la Cartiera Pieretti avrebbe presentato una richiesta di concordato preventivo in bianco, informando i dipendenti dello stato delle cose solo il 24 luglio, con l’affissione di un cartello in bacheca aziendale». —
 

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