Il Tirreno

Lucca

pirogassificatore 

Libellula d’accordo con Baccelli e Giovannetti

Nicola Bellanova

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BARGA. Soddisfatti, lo sono. Volevano una dichiarazione dei consiglieri regionali Ilaria Giovannetti e Stefano Baccelli, e l’hanno avuta, seppur non direttamente ma in una sede istituzionale. Gli attivisti del comitato La Libellula, intervengono sulla divisione netta all’interno del Pd e della Regione sul caso pirogassificatore: «Parole che ritenevamo necessarie, se non altro per sostenere la lotta del nostro sindaco che sembrava a un certo punto davvero solitaria, di fronte a una giunta regionale che fino a oggi se ne è infischiata del parere della popolazione e delle istituzioni locali». Sono stati apprezzati gli interventi di Giovannetti sullo scarso ricircolo dell’aria in zona, sulla vicinanza al centro abitato, sull’appesantimento del traffico, fino agli aspetti urbanistici: «L’impianto Kme non ha alcunché di pirogassificatore, in quanto non trasforma la materia in altra materia, ma è un inceneritore a tutti gli effetti – è la nota della Libellula – e degli inceneritori ha purtroppo tutte le caratteristiche peggiori, come gli inquinanti emessi in atmosfera e gli scarti solidi tossici da smaltire, oltre ad avere in più il fatto di essere poco affidabile, come i molteplici fallimenti di questi impianti a due stadi testimoniano».

Pollice su anche verso Baccelli, tra l’altro membro della commissione ambiente: «Si è soffermato su due aspetti fondamentali, il non poter ricomprendere quest’impianto nel novero dell’economia circolare, come da sempre affermiamo, e il richiamo alla democrazia del territorio, nel riconoscimento del giudizio delle istituzioni territoriali, come dirimente nelle scelte politiche locali che non possono essere imposte da istituzioni distanti e portatrici di interessi diversi da quelli della comunità locale. Un chiaro richiamo a Rossi, che non può sentirsi padrone di negare inceneritori a casa sua e poi imporli ad altri».

«Vigileremo – continua la nota – affinché queste dichiarazioni si traducano in iniziative concrete e nell’unico risultato per noi accettabile, ovvero il diniego all’autorizzazione di quest’impianto; un diniego che non deve essere visto come una decisione contro i lavoratori, ma che sia solo l’inizio di una nuova collaborazione tra azienda e istituzioni, che sfoci in un vero piano industriale incentrato sull’attività tipica che non si vede ormai da anni in Kme e di cui sembra esserci davvero bisogno, come sembrerebbero dimostrare i dati non incoraggianti sulla produzione recentemente commentati dalla Uilm». —

Nicola Bellanova

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