Sicurezza
«Il nostro plauso al nuovo corso delle Belle Arti»
La sezione lucchese dell’associazione ambientalista condivide lo spirito di tutela delle Mura e l’idea di individuare luoghi alternativi per gli eventi
lucca. Plauso per la soprintendente Angela Acordon da parte di Italia Nostra. Un plauso su tutta la linea per la sua opera improntata alla tutela delle Mura.
«Quando ci fu il concerto dei Rolling Stones - spiega il consiglio direttivo Italia Nostra Lucca - il soprintendente in carica dichiarò che le Mura con i suoi spalti non potevano essere considerati un "comune spazio performativo" per la loro storia e la concezione architettonica. Parole che apprezzammo perché le leggemmo come rassicurazione sull’eccezionalità dell’autorizzazione concessa. Apprezzamento mal concesso perché i concerti si sono succeduti e, con essi, l'utilizzo improprio di quello spazio e l'annullamento per mesi del suo rilievo paesaggistico e culturale, il primo riconosciuto dal vincolo che vi grava da decenni, il secondo dal vincolo imposto col decreto Mibact del 2017 che ha definitivamente assoggettato il monumento alla normativa di tutela. Le ripetute sollecitazioni di Italia Nostra affinché questo regime giuridico si traducesse in condotte coerenti sono state disattese da un’amministrazione comunale attenta allo sfruttamento commerciale dei beni culturali di Lucca».
Toni forti, che si stemperano parlando dell’oggi. «Oggi - continua Italia Nostra - apprezziamo i primi gesti concreti della Soprintendente che, trovatasi a gestire questa consolidata realtà, con intelligente sensibilità, senza creare sconquassi, ha posto l'accento su due regole elementari che interpretiamo quale inedita espressione di oculata vigilanza: le decisioni scontano i tempi imposti dallo esame degli atti e dalle valutazioni di doverosa competenza; le esigenze della tutela prevalgono sulle esigenze di chi organizza eventi che coinvolgono beni culturali. È un passo importante in sé e per il messaggio che trasmette. La ricerca dei limiti di compatibilità apre allo scenario più volte da noi auspicato del rispetto della naturale vocazione dei luoghi, ovvero della loro vocazione storica e architettonica. Il messaggio che si può leggere tra le righe del primo intervento della Soprintendenza è che i suoi destinatari considerino per tempo l'opportunità di individuare spazi alternativi funzionalmente idonei ad accogliere le manifestazioni di massa fino ad oggi insistentemente racchiuse tra le Mura». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
