Il Tirreno

Lucca

Trenta bici rimosse da piazzale Ricasoli e dalla circonvallazione

Trenta bici rimosse da piazzale Ricasoli e dalla circonvallazione

Operazione di Polizia municipale e Sistema ambiente, per trenta giorni i mezzi disponibili in Palazzo Bertolli

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lucca. Piazzale Ricasoli e l’area delle Mura lungo viale Regina Margherita sgombrate da vecchie biciclette abbandonate, molte delle quali ridotte a carcasse dalle quali mancano uno o più componenti.. L’operazione è stata messa a segno dal nucleo ambiente della polizia municipale di Lucca di concerto con gli operatori di Sistema Ambiente. In tutto trenta velocipedi sono stati rimossi e portati in deposito nei locali dell’ex Caserma della Guardia di Finanza (di proprietà del Comune) in Palazzo Bertolli, al civico 2 di via della Repubblica: qui rimarranno per trenta giorni dalla rimozione, a disposizione dei proprietari che le richiedessero indietro. Tra i velocipedi rimossi ci sono biciclette da uomo, da donna e anche da bambino: tra queste probabilmente anche bici rubate, o biciclette prese a noleggio ma non restituite (e abbandonate): alcuni dei veicoli infatti portano la marca di alcuni noleggi della città.

«È un servizio che facciamo sempre - spiega l’agente Stefano Leporale del nucleo ambientale della polizia muncipale di Lucca -. Prima faceva seguito a ordinanze, ora scatta in osservanza dell’articolo 25 del nuovo regolamento di polizia urbana istituito con la delibera 46 del 2018. Più che di biciclette si tratta di carcasse, rimaste legate in più punti della città tra cui piazzale Ricasoli».

Prima di dare il via all’intervento, viene di norma eseguito un lavoro di ricognizione dei velocipedi abbandonati in più punti del territorio: le biciclette non più utilizzate vengono rimosse anche per una questione di decoro, come riporta appunto l’articolo 25 del nuovo regolamento. Il quale recita che «la sosta dei velocipedi e degli acceleratori di andatura non deve arrecare intralcio o pericolo alla circolazione pedonale e veicolare, limitare l’accesso alle abitazioni, agli uffici pubblici o privati, agli esercizi, ai passi carrai o limitare la fruizione dei marciapiedi e dei passaggi pedonali e ciclabili». È infatti vietato «lasciare in sosta sulle strade e sulle aree pubbliche o destinate all’uso pubblico velocipedi e acceleratori di andatura, che, per le loro condizioni oggettive e soggettive, possano essere qualificate come “rifiuto”». Tanto più che chiunque violi le norme dell’articolo 25 « è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 150 euro». Le bici non richieste dai proprietari verranno demolite o, se ancora utilizzabili, donate ad associazioni. —



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