Il Tirreno

Lucca

il braccio di ferro 

Sul futuro del padiglione dei Games Lucca Crea e Belle Arti sono ai ferri corti

Barbara Antoni
Sul futuro del padiglione dei Games Lucca Crea e Belle Arti sono ai ferri corti

Pardini e Vietina: «Si sta consumando uno scempio del festival». Acordon: «Soluzione transitoria, poi si cambia tutto» 

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lucca. È appesa all’incontro previsto per oggi fra la soprintendente Rossella Acordon, tecnici di Lucca Crea e il Lucca Summer Festival la decisione sulla permanenza o meno della coltre di materiale stabilizzato sull’ex Campo Balilla in vista di Lucca Comics & Games 2019: sull’area usata di recente per i concerti di Ennio Morricone ed Elton John (che il patron del Summer Mimmo D’Alessandro dovrebbe far sgombrare da oggi, in base alla prescrizione ricevuta) dovrebbe sorgere (a breve, come ogni anno da quindici a questa parte) il tendone dei Games. Sempre oggi potrebbe giungere qualche schiarita sulla destinazione dell’area Games per il festival 2019. Ma non sul futuro del maxi padiglione: su questo punto si attraversa il momento più teso. Un braccio di ferro letterale: da una parte il Comune e la sua partecipata Lucca Crea (che organizza il festival), dall’altra la Soprintendenza con il benestare del ministero dei Beni culturali e del suo atto di indirizzo sulla tutela delle Mura urbane di Lucca, dal luglio 2017 assurte a monumento nazionale.

«mai senza balilla»

«Assistiamo impotenti allo scempio di una tradizione ultracinquantennale che la caratterizzato la storia culturale della città e imposto il nome di Lucca nel mondo. Ma Lucca ha lavorato duramente e si è imposta prima degli altri». Inizia così l’arringa con cui Mario Pardini ed Emanuele Vietina, rispettivamente presidente e direttore di Lucca Crea, difendono la permanenza dei Games sul Balilla, considerato «sito principale della manifestazione. Le vicende che oggi lo caratterizzano stanno creando danni irreversibili all’immagine del festival e agli investimenti economici e culturali. L’insicurezza paralizza la definizione degli ultimi accordi con le grandi company e ha interrotto la collaborazione con espositori, paralizzando lo sviluppo del programma. Lo spostamento del padiglione dall’ex Balilla non è realizzabile». Niente ipotesi Polo fiere, piazzale Don Baroni o ex mercato di Pulia. La chiusura dell’arringa lascia intuire ricorsi a vie legali («se venissero permanentemente danneggiati i suoi asset reputazionali e festivalieri, la società verificherà come tutelare questo patrimonio della città»), come anticipato dal Tirreno ieri. E così il sindaco Alessandro Tambellini, interpellato, asserisce: «Non prendo neanche in considerazione ipotesi di spostare i Games: la programmazione del festival dev’essere di lunga portata».

«troveremo l’accordo»

È ferma ma ottimista sull’epilogo della “crisi” la dottoressa Acordon. «Penso che tutte le cose dopo una crisi, intesa come il momento in cui si pone la necessità di una scelta, trovano un nuovo equilibrio - afferma -. Tutelare le Mura è un dovere a cui non posso adempiere». La soprintendente confida di trovare una soluzione oggi per questo «anno di transizione, ma per il futuro va trovato un altro equilibrio. Bisogna cercare di rientrare nei parametri: l’uso dei monumenti deve essere un do ut des: , e occorre limitare i danni. Un concerto può valorizzare Lucca, ma un capannone no. Lucca è una città piccolina: si attraversa in dieci minuti, non sarebbe un problema spostarlo. Non condanno nessuno. Prima le Mura non erano vincolate, adesso sì: spostare i Games in un altro luogo creerà un fulcro di attivazione verso altre parti della città». La dottoressa Acordon si sofferma anche sull’aspetto economico: «Occorrono 200.000 euro per stendere lo stabilizzato, rimuoverlo e apporre i tappeti erbosi. Sono soldi pubblici, che vanno tutelati. Per questo penso che si possa trovare una soluzione transitoria. Ma per il futuro la situazione è da rivedere». —

Barbara Antoni

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