Il Tirreno

Lucca

caso estathé: la risposta di ferrero 

«Siamo al lavoro per ripensare il nostro brick e la cannuccia»

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capannori. «Da anni poniamo grande attenzione al tema della plastica, che all’interno delle tante sfide che stiamo affrontando si contraddistingue per la sua complessità». Inizia così la lettera che Ferrero ha inviato, come risposta, al Centro rifiuti zero di Capannori. «Da un lato infatti – scrive la società piemontese – il ruolo del packaging è quello di proteggere il prodotto da contaminazioni esterne; dall’altro consente anche di conservare i prodotti più a lungo, limitando quindi lo spreco di cibo, il così detto “food waste”».

«In Ferrero – si legge nella missiva – da anni usiamo materiali diversi, selezionati per le loro caratteristiche e in funzione del prodotto specifico. Su un totale di utilizzo packaging di oltre 400mila tonnellate, il 40% è vetro completamente riciclabile, il 40% è carta e cartone, da filiera certificata, anche esso completamente riciclabile, e il restante 20% è plastica, in gran parte riciclabile in una filiera di raccolta e riciclo consolidata in Europa». «Stiamo rivedendo e riprogettando alcuni imballi – prosegue la lettera –, e tra questi anche quello di Estathè, in modo da garantire una migliore circolarità, fin dalla loro progettazione». «La base di questo processo è una strategia basata su 5R (Riduzione, Rimozione, Riciclo, Rinnovabilità, Riuso) – prosegue la missiva – che ci ha permesso per esempio negli ultimi 5 anni di risparmiare oltre 6. 500 tonnellate di plastica rigida, l’equivalente in peso di 40 Boeing 747, dalle confezioni di Estathè, dalle scatole di praline e dai tappi di Nutella. Abbiamo anche introdotto il 90% di materiale riciclato negli imballi non a diretto contatto col prodotto, come i vassoi dei mezzi espositivi, risparmiando altre 10mila tonnellate di materiale vergine in 5 anni».

«Nel caso specifico di Estathè – aggiunge Ferrero –, la complessità aumenta, vista la natura stessa del prodotto: Estathè infatti è un prodotto naturale, è un vero thè, ottenuto per infusione di pregiate foglie in acqua bollente. Tutto senza uso di nessun conservante e nessun colorante, ma frutto di un processo di produzione svolto in ambiente sterile, igienico al 100%, sottoposto a severissimi controlli di qualità e sicurezza alimentare durante tutte le fasi della preparazione».

«Stiamo però lavorando, avvalendoci delle migliori tecnologie ad oggi disponibili e dei migliori fornitori e partner, a livello nazionale ed internazionale – aggiunge la società piemontese –, per ripensare il nostro brick e la nostra cannuccia, con l’obiettivo di anticipare le scadenze legislative. Per esempio, stiamo progettando di sostituire l’attuale cannuccia di plastica con una in carta, con l’obiettivo di identificare il miglior materiale che risponda ai requisiti di circolarità e del 100% di riciclabilità». «Inoltre – conclude la lettera –, già oggi commercializziamo Estathè in lattine di alluminioe bottiglie 100% riciclabile e ultimamente abbiamo inserito un nuovo formato in vetro, anch’esso 100% riciclabile. Il brick, sul totale dei volumi commercializzati di Estathè ad oggi rappresenta poco più del 30%». –



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