Lutto
Mariani incontra Tambellini «Parteciperemo al bando»
Il presidente della Health Factory a colloquio con il sindaco in un ristorante romano «La mia azienda fornisce servizi in campo sanitario e vorrei investire in Lucchesia»
Tre cordate per una squadra di calcio da rifondare: la Lucchese. Oggi alle 15 c’è il redde rationem. Scade il tempo per partecipare al bando per la manifestazione d’interesse alla costituzione di una squadra rappresentativa della città. Dopo Ninni Corda e il suo gruppo d’imprenditori sardi (Felleca, Pintus e Deiana), Mario Santoro e i suoi sponsor della Lucchesia (una dozzina di aziende di a vari settori merceologici) ecco che all’orizzonte si staglia la figura di un neofita del mondo del calcio: l’imprenditore Danilo Mariani titolare della Health Factory Spa di Roma azienda impegnata nello sviluppo della sanità privata.
L’INTERVISTA
Romano, 54 anni, ex attaccante nel settore giovanile della Lodigiani, Mariani - assieme al procuratore sportivo ed ex difensore della Massese, Paolo Tricoli - è stato a colloquio per oltre un’ora e mezzo con il sindaco Alessandro Tambellini recatosi a Roma per esigenze legate alla sua carica in compagnia del capo di gabinetto Luca Galli. Rintracciato al telefono Mariani conferma l’interesse per la Lucchese e l’intenzione di partecipare al bando per l’acquisizione della neonata società rappresentativa della città: «Un colloquio assolutamente positivo. - dice Mariani - Con il sindaco abbiamo condiviso vari punti. C’è da capire meglio lo stato delle strutture sportive e dello stadio, ma con i miei professionisti sono già a lavoro per inviare tramite pec la domanda di partecipazione alla manifestazione d’interesse per rifondare la Lucchese». Mariani va di fretta: deve entrare in una riunione di lavoro, ma risponde a una serie di quesiti. Primo tra tutti quello legato alla sua attività imprenditoriale e al settore d’investimento: «La mia azienda fornisce servizi di alta tecnologia in campo sanitario nel mondo dello sport. E il calcio ha un bacino d’utenza talmente ampio che può veicolare meglio di altre discipline il nostro progetto. Vogliamo partire dal basso per conquistare nel giro di 4-5 anni traguardi importanti. L’obiettivo? Raggiungere con il tempo la serie B e stabilizzarci in quella categoria che ritengo adeguata alla storia e alle ambizioni della città». La domanda sorge sponanea: ma questa attività legata alla sanità nello sport potrebbe portare sul territorio un indotto e quindi posti di lavoro? «Assolutamente sì. Vogliamo legarci al territorio, inteso come Toscana, e proporre un importante cambiamento sociale con il sostegno degli abitanti. Oggi le imprese delocalizzano: noi invece andiamo nella direzione opposta e vogliamo dare lavoro nel nostro Paese. Direi quindi che si saranno delle opportunità (apertura call center e studi medici?). Le risorse economiche? Vengo dal mondo delle banche e faccio parte come consulente di alcuni istituti di credito. L’unico problema può essere rappresentato dai tempi, che sono stretti, ma non certo dai soldi. Sappiamo che servono 300mila euro in soprannumero, 50mila per fideiussione e tassa d’iscrizione e poi altri 3-400mila euro per costruire una formazione competitiva che affideremo, se saremo noi i prescelti dal sindaco, ad Andrea Agostinelli, un allenatore di grande esperienza e una persona che stimo per la sua serietà e professionalità».
Sulle altre figure Mariani non si pronuncia, ma il diesse dovrebbe essere Andrea Mussi (ex Albissola) e il segretario sportivo Michele Di Bari (ex Virtus Francavilla) con la bandiera Bruno Russo recuperata per qualche ruolo di natura tecnico-sportiva.
Sulla vita privata, Danilo Mariani è lapidario: «Il calcio è la mia grande passione. Da giovane ero attaccante oggi mi diverto con gli amici a calcetto e ho spostato il mio raggio d’azione a centrocampo. Mio padre era conosciuto nel Lazio come dirigente sportivo a livello dilettantistico». Per Mariani calcio, lavoro e famiglia: «Ho 4 figli di cui 3 femmine con una che gioca bene a pallone». Ergo: la squadra femminile nella Lucchese non potrà mancare. —
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