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«Il turismo? Non è più il traino per i negozi del centro città»

«Il turismo? Non è più il traino per i negozi del centro città»

Il presidente del Ccn interviene sulla situazione delle attività commerciali. Alcuni titolari: «Luglio era il mese migliore dell’anno. Ora solo poca qualità»

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«Il turismo non è più l’elemento trainante del commercio cittadino». Lo dice senza mezzi termini Matteo Pomini, presidente del Centro commerciale Città di Lucca di Confcommercio.

“Rumors” che già da tempo si rincorrono nei discorsi tra i commercianti. E che già erano emersi, parlando anche con albergatori e ristoratori: i turisti spendono sempre meno, preferendo, ad esempio – a una cena al ristorante – un panino, un gelato o un pezzo di pizza al taglio. Lo stesso, ora, vale per i negozi: buona parte degli stranieri in città “ignorano” le attività nelle cui vetrine è esposta merce “griffata”. Non solo vestiti, ma anche scarpe, occhiali e gioielli. «Quest’anno la stagione è partita tardi – spiega Pomini – e questo ci ha penalizzato. I turisti ci sono, sono importanti per noi. Il turismo fa comodo, ben venga. Ma va detto: è di bassa qualità». Una visione, questa, confermata anche da diverse attività del centro cittadino. «Il mese di luglio – dicono dal negozio “La Viaggeria” di via Santa Croce – è sempre stato il migliore dell’anno. Il target medio delle borse che vendiamo è di 300 euro. Un tempo, i turisti avevano una disponibilità economica importante. Arrivavano e spendevano. Ora lavoriamo grazie ai cittadini di Lucca, di Viareggio, di Pisa. Grazie a chi, ancora, ricerca la qualità».

Sulla stessa lunghezza d’onda, anche il negozio d’abbigliamento “Pierini” di via Fillungo. «I turisti di oggi, purtoppo, sono molto diversi da quelli di ieri – spiegano –. Qualche anno fa, chi veniva in vacanza a Lucca, era elegante, aveva gusto e ricercatezza, anche soltanto nell’abbigliamento. Oggi, invece, è tutto diverso. L’eleganza è solo un lontano ricordo. E, per questo, in molti non apprezzano quello che i negozi della nostra città sono in grado di offrire».

Ma – specifica il presidente del Ccn, Pomini – «i negozi del centro storico sono migliorati in termini di qualità e sono sempre di maggior pregio. La nostra è una realtà fortemente commerciale e competitiva, con diverse insegne storiche».

Comunque, secondo quanto spiegato da Pomini, i negozi del centro cittadino non risentirebbero del calo di qualità della domanda turistica. «Sono calati gli ingressi nelle attività, è vero – sottolinea – ma non è diminuito il fatturato. Per questo dobbiamo continuare a lavorare in una condizione di serenità, lanciando messaggi positivi».

Quel che è certo, in ogni caso, è che i turisti, quelli che spendevano - e pure tanto - si sono allontanati dalla città. «Le avvisaglie ci sono da anni», sussurra qualche commerciante. Sempre meno, insomma, i commercianti del centro possono contare sul turismo come possibilità di entrata. Ma possono contare, per lo più, su una clientela fidelizzata e su chi raggiunge la citta per una “gita fuori porta». —




 

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