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Lucca

politica 

Dimissioni Melani, Cassettari non ci sta e lascia il consiglio

Emanuela Ambrogi

L’assessore alla cultura se ne va Il primo dei non eletti contava di avere un ruolo di spicco nella giunta comunale Ma il sindaco sceglie Bianchi 

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bagni di lucca. Non sarà privo di tensioni il consiglio comunale che si terrà domani sera. E in cui si prenderà atto delle dimissioni dell’assessore alla cultura, Monica Melani (per motivi di lavoro) e la nomina al suo posto dell’attuale consigliere (e ormai prossimo assessore) Antonio Bianchi. Anche se, al suo posto, doveva entrare in consiglio il primo dei non eletti, Giorgio Cassettari. Ma dopo un secco confronto con il sindaco Paolo Michelini, Cassettari ha rifiutato e si è dimesso. Come pure la Pierotti Bartolini (che ha riscosso 56 voti), seconda dei non eletti. Si siede sui banchi del consiglio, quindi, Maura Metalori (47 voti). Da parte sua Cassettari tiene a chiarire pubblicamente la sua scelta, presa – dice – per rispetto e considerazione nei confronti della gente che l’ha votato alle elezioni comunali del 2017. Cassettari, 70 anni, da 38 è l’anima della Croce Rossa di Bagni di Lucca, persona conosciuta e radicata nel territorio (è lui che ha coordinato le il recupero della via Ducale), non ha ritenuto di poter accettare il ruolo di semplice consigliere comunale che gli veniva offerto. «Non me la sono sentita di entrare in consiglio solo per scaldare la sedia e alzare la mano – spiega –. Il sindaco non ha ritenuto che la mia esperienza e le mie competenze potessero essere utili per dare il mio supporto sul piano operativo, affidandomi qualche delega. A quel punto di fronte all’offerta secca di Michelini, prendere o lasciare, ho deciso che fosse più coerente dimettermi e lasciare il posto di consigliere a chi veniva dopo di me». «Nessuno della mia lista e parte politica – sottolinea Cassettari – si è degnato di chiedermi i motivi della mia scelta. Mi era già successo di avvertire freddezza e mancanza di considerazione verso di me subito dopo le elezioni. Incassati i 70 voti che ho portato alla lista – conclude –, per gli amministratori sono diventato quello che si saluta velocemente per strada. Dal sindaco Michelini ho avuto conferma che servivo solo per alzare la mano e non me la sono sentita di tradire le attese di quanti, votandomi, confidavano in un mio ruolo più decisivo». –

Emanuela Ambrogi

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