Il Tirreno

Lucca

Silvana Froli porta di nuovo Suor Angelica nel monastero che ispirò Giacomo Puccini

Rossella Lucchesi
Silvana Froli porta di nuovo Suor Angelica nel monastero che ispirò Giacomo Puccini

Brani dell’opera saranno messi in scena a Vicopelago: cantanti e musicisti si muoveranno in mezzo al pubblico 

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LIRICA

L’opera Suor Angelica di Giacomo Puccini torna nei luoghi in cui la sventurata monaca sembra sia vissuta realmente fino alla morte atroce, per scontare il peccato di aver messo al mondo un bambino nato fuori dal matrimonio che le fu sottratto subito dopo la nascita. Stiamo parlando dell’ex monastero Agostiniano di Vicopelago che il 30 luglio alle 21 ospiterà, per la seconda volta, a distanza di un anno, la rappresentazione di una delle liriche più struggenti del compositore lucchese, il quale conosceva molto bene il convento dove viveva la sorella Iginia, diventata monaca col nome di suor Giulia Enrichetta.

Fu proprio lei e l’ambiente claustrale che la ospitava a suggerirgli la stesura dell’opera, l’unica tutta al femminile del Maestro, che farà parte del Trittico. A dare voce alla sfortunata fanciulla che aveva fatto una scelta controcorrente, manifestando la propria ribellione nel gesto finale, è ancora il soprano Silvana Froli che la critica definisce una delle migliori interpreti pucciniane dei nostri tempi, presidente dell’associazione Club La Bohème che promuove l’evento con il Comune di Lucca e il sostegno della fondazione Banca del Monte, Oleificio Rocchi, hotel palazzo Alexander e Lions Club Lucca Host e ideatrice dell’iniziativa con Tiziana Criscuoli che guiderà all’ascolto il pubblico, accolto dall’introduzione di Michele Bianchi.

Se lo scorso anno è stato un grande successo che ha richiesto una replica fuori programma, stavolta ci si aspetta una partecipazione ancor più calorosa, ma gli interessati devono affrettarsi a prenotare (347 3578758 – 347 7361788) perché i posti disponibili sono soltanto 120. Il biglietto unico è 15 euro che andranno a sostegno delle spese per il recupero dell’ex convento. Il format è lo stesso, cambia l’ambientazione. Lo scorso anno l’iniziativa si svolse infatti nell’ex asilo annesso al monastero e nella chiesetta, l’unica parte dell’edificio allora agibile.

Adesso invece, grazie all’inizio dei lavori di restauro e pulizia, la rappresentazione andrà in scena nel chiostro, al quale si accederà dall’ingresso principale. «L’opera - precisa Froli - non sarà in forma integrale, ma una fedele riduzione emozionale che si concentrerà sulle parti salienti della drammatica vicenda di una giovane donna che altra colpa non aveva, se non quella di avere amato l’uomo sbagliato e dato alla luce il frutto del peccato. L’aspetto più suggestivo è il fatto che il pubblico sarà parte integrante della rappresentazione, vivendo ogni momento al fianco degli artisti che si muoveranno nei luoghi della vicenda». L’altra novità di quest’anno sono i costumi, realizzati nel laboratorio sartoriale del centro antiviolenza Luna dalle donne ospiti. «Una scelta significativa, afferma il regista Nicola Fanucchi, perché anche Suor Angelica fu vittima di violenza da parte della società di allora, riuscendo a riscattarsi con un atto di ribellione».

Nel cast, con Silvana Froli, Leonora Sofia nel ruolo di zia Principessa, Alessia Baldinotti (la Badessa), Deborah Vincenti (suor Genovieffa), Antonia Fino (la Zelatrice) Laura Masini (maestra delle novizie), Elena Fioretti (suor Dolcina), Federica Nicotra (novizia), Veronica Senserini e Nicoletta Celati (prima e seconda cercatrice). Al pianoforte Flavio Fiorini, all’organo Giovanni Vitali e al flauto traverso Sara Tomei. —

Rossella Lucchesi

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