Gioco
Investimenti e fatturato a +12% nel rapporto sostenibilità di Lucart
PORCARI. Tre stabilimenti in Spagna, la costruzione di un nuovo stabilimento in Ungheria, l’avviamento di una nuova macchina continua per la produzione di carta tissue (PM12) e la realizzazione di un nuovo centro logistico completamente automatizzato per migliorare il servizio ai clienti. Questi gli investimenti messi in luce dal 14° rapporto di sostenibilità di Lucart. Che, tra l’altro, evidenzia la crescita del fatturato (+12%). . Il rapporto dedica ampio spazio all’analisi dei dati ambientali che quest’anno sono stati arricchiti da alcuni approfondimenti sulle carte riciclate.
Secondo le stime di Lucart, per ogni tonnellata di carta igienica riciclata prodotta, è possibile misurare diversi vantaggi ambientali rispetto alla carta ottenuta da cellulosa “vergine”, tra cui la riduzione dell’80% sul consumo di risorse rinnovabili (con un risparmio di 4. 060, 9 kg di legno) e la riduzione del 38% sul consumo delle risorse idriche (vale a dire 50, 63 m3 di acqua). E ancora un risparmio del 20% dell’anidride carbonica fossile emessa, il gas fra i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici.
«È quindi evidente come, non potendo essere ulteriormente riciclati – si legge in una nota Lucart –, sia importante che i prodotti come la carta igienica vengano realizzati usando materiali di recupero».
Secondo i dati di Assocarta, in Italia, ogni anno si producono circa 1, 5 milioni di tonnellate di carta tissue per uso igienico-sanitario e, di queste, solo il 7% viene prodotta con materiali di riciclo. «Lucart – sottolinea la nota – è in piena controtendenza rispetto al settore poiché utilizza più del 53% di carte da riciclare, e genera valore anche a livello locale, perché addirittura il 95% delle carte da riciclare utilizzate provengono dall’Europa e in particolare da Italia, Francia e Spagna i paesi dove sono presenti gli impianti Lucart in grado di produrre carta tissue riciclata».
«Lucart è un punto di riferimento per l’economia circolare in Europa. È, infatti, l’unica azienda del settore in grado di riciclare i cartoni per bevande tipo Tetra Pak, e sta investendo molto per chiudere il ciclo dei propri scarti di processo – afferma Massimo Pasquini, amministratore adeguato di Lucart– in Italia, però, la normativa è ancora troppo poco chiara: il Governo dovrebbe consentire alle aziende italiane di continuare ad operare e investire in una situazione di certezza della norma e collaborare con gli altri Paesi dell’Unione europea per fare in modo che questa sia armonizzata a livello europeo». «Siamo il secondo Paese manifatturiero d’Europa – aggiunge Pasquini – e uno degli Stati più virtuosi in tema di riciclo: se vogliamo perciò continuare a crescere e investire in nuove tecnologie, processi e prodotti, è necessario che il Paese promuova l’economia circolare e non la ostacoli». «In questa situazione di incertezza – conclude l’amministratore delegato di Lucart – è ovvio che l’aumento della produzione di carte riciclate e i conseguenti investimenti previsti per il 2019 – 2021 saranno fatti in Spagna e Francia dove le regole sono stabili, certe, chiare e in linea con quanto richiesto dall’Unione europea». —I
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