Il Tirreno

Lucca

l’altro distretto 

Continua a perdere il settore calzaturiero

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LUCCA. Se il “segno meno” fatto registrare dal cartario e dal meccanico-cartario appare quasi fisiologico, e quindi preoccupa fino a un certo punto, qualche perplessità in più la sollevano i dati di un altro distretto tradizionale lucchese, quello delle calzature.

A preoccupare non è solo il dato specifico, ma anche altri due particolari: il fatto che il calo dell’export fatto registrare nel primo trimestre 2019 arriva dopo un periodo già difficile e che questa tendenza non tocca, invece, gli altri distretti calzaturieri toscani (i quali, invece, hanno fatto registrare dati largamente positivi).

«Il distretto calzaturiero di Lucca – si legge sul rapporto di Intesa San Paolo – non inverte la tendenza di riduzione del 2018 e registra un calo complessivo del -16%, passando da 60 milioni nel primo trimestre 2018 a 50,3 milioni nel periodo gennaio-marzo 2019. Il calo risulta generalizzato in tutti i principali mercati di riferimento e in particolare verso la Germania (-2,4 milioni; -34%) e verso il Regno Unito (-0,9 milioni; -12%), mentre sono cresciute le esportazioni verso Tunisia (+0,8 milioni; +31%) e Canada (0,2 milioni; +11%)».

Questo mentre nello stesso periodo il calzaturiero di Firenze ha fatto registrare in percentuale una crescita del 7,8% (in termini assoluti 87,5 milioni euro), quello di Arezzo del 18,2% e quello della vicina Valdinievole addirittura di oltre il 71%. Come Lucca solo le scarpe di Santa Croce (-12,4%) hanno subito una flessione. —

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