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Un’intera settimana con Thorimbert: il viaggio alla scoperta della fotografia
L’iniziativa è stata organizzata da Lucca Experentia Artis Sette partecipanti hanno vissuto insieme al Convictus
lucca. «Questa è una città particolare. Così come insolito è il Convictus. È come stare in scatole cinesi: c’è Lucca, con le sue mura. E poi l’ex monastero in cui ci troviamo che, a sua volta, è circondato da altre mura. Tutto questo, per me, rappresenta il massimo della concentrazione». Toni Thorimbert è un famoso fotografo di moda che vive a Milano. Ma per una settimana è stato qui, a Lucca, per una serie di workshop organizzati da Lucca Experentia Artis al Convictus, l’ex monastero di clausura di via della Zecca.
C’era un tempo in cui – soprattutto per gli antichi mestieri – lavorare al fianco del maestro rappresentava il modo migliore, per gli allievi, per apprendere i suoi segreti. E, sulla base di questa filosofia (legata al passato ma fortemente attuale), il direttore artistico Domenico Raimondi ha costruito la settimana al fianco di Thorimbert. Un modo come un altro per fare arte. Ma in comunità. Sì perché i sette partecipanti (arrivati da ogni parte d’Italia: Milano, Napoli e Bari) hanno vissuto, per una settimana, al Convictus. Lì hanno mangiato, dormito. E, soprattutto, seguito la loro più grande passione: la fotografia.
«La vicinanza tra i partecipanti – spiega Thorimbert – enfatizza i risultati del seminario. Ho visto aumentare, giorno dopo giorno, la qualità del loro lavoro, che è cresciuto in modo esponenziale. Deve essere la concentrazione energetica a migliorare la qualità». Ma come Thorimbert è arrivato da Milano a Lucca? «Confesso – sottolinea – di aver avuto qualche perplessità, all’inizio. Poi, però, ho ripensato a un’esperienza simile che ho fatto io stesso, 41 anni fa, in Francia. Quello era un corso intensivo di fotografia. Fu per me un’esperienza fondante. E ho deciso di ripeterla, questa volta ricoprendo il ruolo d’insegnante».
«L’obiettivo – aggiunge il fotografo di moda – è quello di sviluppare, nei partecipanti ai laboratori, una consapevolezza del loro agire fotografico. Ho dato loro dei compiti mirati e ho anche insegnato loro che l’ego è l’unico intralcio dell’artista. E l’artista, quello vero, deve essere in grado di metterlo da parte». È nato così “Ispirazioni”, il laboratorio che sette donne e uomini hanno seguito con Thorimbert. «La fotografia – specifica – è una straordinaria porta d’accesso. Un conto è muoversi da turista per le vie della città; un altro è farlo da fotografo. In questo caso, infatti, è come se ti si aprissero porte sconosciute». E negli occhi – e nelle parole – di chi ha partecipato a “Ispirazioni”, c’è grande soddisfazione. «Non sono un fotografo professionista – racconta Alberto Moro, 55 anni, di Milano –, sono un insegnante di cerimonia del tè. Conoscevo già Toni e il suo metodo d’insegnamento. Ma ora che ho avuto modo, per una settimana, di lavorare al suo fianco, ho capito che ha la grande, e rara capacità di parlare al cuore e alle emozioni delle persone».
Negli ultimi sette giorni, Thorimbert non ha mai preso in mano una macchina fotografica. «Il mio compito – conclude il fotografo milanese – è stato quello di promuovere la necessità di ogni artista di accettare se stessi. I partecipanti si sono fatti un grande regalo. In una città così ricca di arte e di storia come Lucca e in un luogo, il Convictus, capace di regalare pace e concentrazione».
Martina Trivigno
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