Il dolore
Data alle fiamme un’antenna della telefonia mobile
CAPANNORI. Episodio tutto da chiarire quello avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Pieve di Compito. Attorno all’una di notte un ripetitore della telefonia mobile di Vodafone ha preso fuoco. Sul posto sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Lucca, allertati dalle chiamate provenienti dai cittadini residenti in quella zona: «Venite, c’è un incendio». I pompieri hanno dovuto lavorare fino alle 5 del mattino per domare le fiamme ed evitare che mettessero a rischio le abitazioni vicine. Ora resta da capire cosa abbia scatenato l’incendio: al momento l’ipotesi che si sia trattato di un semplice incidente, magari di un corto circuito, appare improbabile. Più facile che dietro quelle fiamme ci sia del dolo, ma questo lo dovranno stabilire accertamenti specifici. Anche se il sospetto c’è, ed è forte.
Non è la prima volta che ignoti appiccano incendi notturni nel capoluogo e dintorni: il 6 marzo 2018, nel centro di Lucca, ignoti dettero fuoco a un automezzo della cooperativa Proges adibito al trasporto degli utenti del Centro diurno Sette Arti. Altri fatti analoghi si sono verificati a Porcari sempre ad opera di piromani rimasti senza volto e senza nome.
Si tratta di episodi per forza di cose differenti e assai difficilmente riconducibili alla stessa mano. Ciò non toglie è un fatto che la “moda” di appiccare le fiamme stia prendendo piede. Prima era auto e furgoni a prendere fuoco ora le cose cambiano.
Le antenne della telefonia mobile da tempo non sono ben viste dalla popolazione e chissà che quello di Pieve di Compito non sia il segno evidente di una certa malvolenza di un qualche residente che ha voluto esprimere così il suo dissenso rispetto all’infrastruttura da molti guardata con sospetto. —
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