Gioco
Bianchi, l’ottica che da cinque generazioni serve attori, cantanti lirici e fumettisti
Il negozio fra via Veneto e piazza Napoleone ha iniziato l’attività 134 anni fa, ampliandosi col passare del tempo
«Sono da sempre un accanito lettore del vostro quotidiano, così come lo era mio padre, mio nonno e anche il mio bisnonno, Giuseppe Bianchi che nel 1885 aprì l’attività, esattamente dove ci troviamo adesso e dove abbiamo deciso di restare, fedeli a una tradizione che si tramanda da quattro generazioni». Esordisce così Marco Bianchi, attuale titolare dell’omonimo negozio di ottica che dal 1885 - come recita l’insegna - opera all’angolo tra via Vittorio Veneto e piazza Napoleone. «In realtà - precisa - abbiamo ampliato gli spazi sulla piazza soltanto quando, intorno agli anni Settanta, il Tirreno, che mi pare si chiamasse ancora Telegrafo (in effetti è così, ndr) si trasferì in piazza San Michele, nei locali sopra un’agenzia di viaggi, prima di approdare nella sede attuale di via Santa Croce».
Quello che era l’ingresso del giornale su piazza Napoleone divenne infatti la vetrina dell’ottica e gli ambienti al piano superiore che per anni avevano ospitato la redazione, il magazzino del negozio e più tardi anche la sala di contattologia per l’applicazione delle lenti a contatto, dotata di strumenti per misurare il raggio della curvatura della cornea ed eventuali astigmatismi. «Quando il giornale abbandonò la sede storica, prosegue Bianchi, fui molto dispiaciuto, perché veniva a mancare quel rapporto quotidiano con i giornalisti, con i quali spesso commentavo fatti di cronaca e sport».
Il tempo è passato e oggi a tenere le redini del negozio, insieme a Marco c’è il figlio e socio Alessandro, quarantenne di belle speranze che forse un giorno passerà il testimone, come hanno fatto i suoi avi.
Inizia dunque 134 anni fa la storia dell’Ottica Bianchi, la più antica di Lucca. A fondarla è un giovanissimo Giuseppe Bianchi che, dopo aver acquisito esperienza nel settore, decise di mettersi in proprio. In breve divenne uno degli ottici più noti sul territorio «per l’abilità, precisano gli attuali titolari, con cui riusciva a montare occhiali da vista glasant e pinz nez privi di montatura e aste laterali, molto in voga all’epoca». Gli successe il figlio Carlo e qualche anno più tardi arrivarono i nipoti Mario, padre di Marco, e Ubaldo, detto Napoleone per la somiglianza fisica con il famoso condottiero e per il modo di tenere la mano al petto. Nel dicembre 1947 tocca a Mario prendere in mano l’attività che andava a gonfie vele e necessitava di un commesso, visto che nel frattempo Ubaldo era stato assunto al liceo scientifico Vallisneri come tecnico di fisica e chimica. Delle due sorelle soltanto Viviana proseguirà l’attività di famiglia, aprendo un negozio di ottica in via Fillungo, a pochi passi da porta dei Borghi, chiuso di recente. Carla invece diventerà insegnante. Siamo negli anni Sessanta. Marco Bianchi è un ragazzino, ma già lavora in negozio col padre che nel 1981 gli consegnerà le chiavi dell’attività che ancora oggi può contare su una clientela affezionata di lucchesi e di clienti che arrivano anche da fuori provincia. Nel 2000 è arrivato Alessandro, appena ventenne, ma con un’eccellente preparazione e capace di esprimersi in diverse lingue.
Negli anni l’Ottica Bianchi ha servito anche personaggi celebri, come il tenore Mario Del Monaco e l’attore Vittorio Gassman, il quale vi commissionava speciali occhiali con lenti piatte fatte su misura. In tempi più recenti, nella bottega di Bianchi è entrato anche l’attore Luca Zingaretti e l’attrice statunitense e premio Oscar di origini lucchesi, Marisa Tomei. E poi musicisti e cantanti del Summer Festival e tanti illustratori durante Lucca Comics. Lucchesi doc del centro storico di Lucca, come i loro predecessori, Alessandro e Marco continuano a lavorare con passione ed entusiasmo, ricordando che «chi a Lucca necessita di occhiali è fortunato, perché ci sono bravissimi ottici e oculisti lucchesi di altissimo livello». —
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