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Ambiente, Capannori scrive alla Ferrero: «Il bicchierino Estathé inquina»

Ambiente, Capannori scrive alla Ferrero: «Il bicchierino Estathé inquina»

Terza lettera del Centro rifiuti zero, condivisa dal Comune, al colosso piemontese per sensibilizzare sul tipo di plastica del contenitore: «Finisce in discarica o negli inceneritori»

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Capannori. Il nuovo fronte della lotta all’inquinamento da plastica parte da Capannori. E ha come obiettivo l’Estathé prodotto dal colosso Ferrero. Al quale è in arrivo una lettera - la terza - firmata da Rossano Ercolini per il Centro ricerca rifiuti zero e condivisa dal Comune di Capannori.. A spiegare il senso della mossa è proprio il primo cittadino Luca Menesini: «Estathé presenta un problema reale: il suo famoso bicchierino è fatto in poliestere “C/PS90”, una plastica difficilmente riciclabile che, quasi sempre, finisce o in discarica o negli inceneritori. Pertanto il Centro ricerca rifiuti zero di Capannori - in collaborazione con noi - ha di nuovo invitato una lettera all'azienda Ferrero perché lo modifichi, rendendolo ecologico. Il nostro Centro ricerca si mette a disposizione della ditta per una consulenza gratuita in modo che davvero un'azienda così importante che riconosce la sfida ambientale come una delle più grosse da condurre possa stare dentro la filosofia "rifiuti zero", che oggi deve essere una battaglia che portiamo avanti tutti insieme, tutti: istituzioni, cittadini e imprese. Il Centro Ricerca di Capannori ha già fatto vari approfondimenti e qualche soluzione valida da presentare a Ferrero ce l'ha».

Di che cosa si tratti lo spiega Ercolini nella lettera inviata all’azienda piemontese: «Siamo in contatto con un’azienda che già da oggi è in grado di produrre bicchierini e cannucce utilizzando cellulosa idrorepellente. Quindi l’alternativa c’è, esiste».

Ora c’è da vedere se da Alba (sede di Ferrero) risponderanno. Finora i due tentativi precedenti non hanno avuto buon esito. Per questo la lettera di Ercolini inizia con queste parole: «È con questa terza lettera che ci rendiamo nuovamente portavoce di una richiesta doverosa per noi e degna di attenzione per un’azienda leader nel suo settore. Come Centro ricerca rifiuti zero torniamo a chiedere a gran voce la sostituzione del vicchierino Estathè in quanto, oltre all’evidentissimo danno ambientale, provocato dall’uso della plastica in proporzione importante sul prodotto netto, sono emblema di una cultura “usa e getta” dannosa ed incoerente per la formazione delle nuove generazioni, principali fruitrici del prodotto stesso. Anche in Regioni, nelle quali viene osservata un’attenta raccolta differenziata, i vicchierini rappresentano un neo dannoso perché utilizzati prevalentemente fuori casa. Vi sono appunto molti episodi di abbandono per le strade,parchi, spiagge ecc oppure, nella migliore delle ipotesi finiscono nei cestini indifferenziati pubblici. ato che emerge chiaramente dal vostro sito la tutela e la sostenibilità ambientale,quali principi guida dei rapporti commerciali della vostra azienda, saremo lieti se anche da voi potessimo avere lo stesso riscontro ricevuto già dalle altre grandi imprese sollecitate. Speriamo che questa terza lettera serva a farvi capire che non molliamo mai le nostre battaglie ma che anzi vogliamo vincerle insieme». —

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