Il Tirreno

Lucca

Su Facebook l'offerta choc: «Cerco ragazze per una festa in topless coi calciatori»

Su Facebook l'offerta choc: «Cerco ragazze per una festa in topless coi calciatori»

Denuncia di una ragazza lucchese per un annuncio sessista. L'autore del post si è detto pronto a pagare un compenso di 2.500 euro

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lucca. Il tenore dell’offerta di lavoro (la chiamiamo così solo per comodità, visto che si tratta di tutt’altro) è chiaro: «Ho bisogno di ragazze per una festa privata con calciatori che organizzano in una delle loro case dove hanno un piscina con idromassaggio all’ultimo piano. Loro vogliono cena elegante per poi andare in piscina e topless, non vogliono altro. Per essere sicure abbiamo messo la sicurezza alla villa. Compenso 2.500 euro. Interessata?». Il messaggio è arrivata nella casella di posta anche di una ragazza lucchese che ha deciso di non limitarsi a spostarlo nel cestino, ma ha scritto un lungo post su Facebook per ragionare su quanto accaduto, stigmatizzandolo e invitando a “produrre” anticorpi.

Contattata dal Tirreno, la ragazza non ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni. Ma quanto scritto è rimbalzato su molte bacheche Facebook, a cominciare da quella di Potere al Popolo di Lucca, che ha rilanciato il messaggio.

«Degli uomini con soldi e delirio di onnipotenza - ha scritto la ragazza - hanno composto un numero, chiamato qualcuno che la professionalità non saprebbe neanche dove trovarla sul dizionario, e ordinato delle persone come si ordinano delle pizze: senza reggiseno, invece che senza mozzarella».

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Se la destinataria del messaggio ha risposto “no” (anzi ha avuto la forza di denunciare quanto successo), è proprio lei la prima a riconoscere che altri potrebbero fare scelte diverse: «I ragazzi come me - studenti, con poca esperienza, in cerca di qualsiasi cosa per arrotondare - 2.500 euro li guadagnano forse in una stagione di lavoro sottopagato dietro il bancone di un bar, magari arrivandoci alle cinque di mattina perché “domani apri tu e dai una sistemata”, o uscendoci alle tre di notte perché “stasera si allunga, c’è gente”.

«Be’ mi dispiace - prosegue la giovane -, ma il fatto che io abbia un corpo non mi rende automaticamente il potenziale servizio a pagamento di nessuno. Ne’ qualcosa che si può ordinare dopo avermi composta con ingredienti a scelta, secondo i propri gusti. Né tanto meno una specie a rischio che deve essere protetta dalla “sicurezza” nel caso in cui il cliente creda di aver pagato a sufficienza per esercitarci sopra i diritti di proprietà. Questa è solo una goccia del mare silenzioso in cui tantissime di noi affogano, ogni giorno. Dobbiamo dire basta». —
 

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