La manifestazione
Botte a un domestico per rapinarlo: condannato a 5 anni
Pena definitiva per un 25enne: la vigilia di Natale del 2016 con altre persone aggredì un uomo alla stazione di Porcari
lucca. Pena definitiva per Ayoub Kami, il marocchino di 27 anni che la vigilia di Natale del 2016 pestò selvaggiamente alla stazione di Porcari un cittadino dello Srilanka per rubargli il portafoglio. Anche la Cassazione ha confermato i cinque anni di carcere che erano stati comminati in primo grado e in appello a Kami, formalmente senza fissa dimora ma gravitante nella zona di Fucecchio, che quella sera aveva agito insieme ad altre persone che però non sono mai state identificate.
i fatti
Sono le 20 del 24 dicembre e il 32enne cingalese che svolge lavori domestici in alcune abitazioni della Piana, è fermo alla stazione di Porcari in attesa del treno regionale che lo riporterà a Capannori, dove vive. La fermata è deserta. All’improvviso arrivano tre giovani nordafricani dai venti ai trent’anni. Si avvicinano alla vittima e gli chiedono del denaro. Lui non capisce o comunque cerca di ignorarli. Il terzetto si allontana, ma pochi minuti dopo si ripresenta, con uno strumento che probabilmente ritengono adatto a comunicare le loro intenzioni: un bastone. Iniziano a colpire il 32enne, lo fanno cadere e - pare - lo buttano addirittura sulle rotaie. Mentre l’uomo è a terra s’impossessano del portafogli contenente 50 euro. Poi, come niente fosse, salgono sul treno regionale diretto a Viareggio. Una scena tremenda. Il domestico si rialza ferito e traumatizzato: non è certo il Natale che si aspettava. Alcuni viaggiatori gli danno una mano e in qualche modo il ragazzo raggiunge il Pronto soccorso del San Luca, dove i medici gli danno un referto di 7 giorni per le contusioni riportate. Nel frattempo i tre assalitori arrivano sino alla stazione di Lucca indisturbati. Uno di loro è letteralmente su di giri e alla richiesta di biglietto da parte del controllore replica a male parole. Vengono fatti scendere e intanto il ferroviere provvede ad avvertire i carabinieri. Uno dei tre, prima dell’arrivo dei militari, si dilegua facendo perdere le sue tracce, un altro residente a Montecatini paga il biglietto e risale sul treno. Il più esagitato, invece, continua ad inveire e insultare i militari che così lo accompagnano prima in caserma e poi al pronto soccorso. Qui vittima e carnefice si ritrovano faccia a faccia: «È lui», che procedono al fermo.
la sentenza
Secondo i giudici della cassazione il magistrato dell’appello ha operato correttamente nel negare le attenuanti generiche a Kami. La Suprema Corte, infatti, fa notare come il marocchino fosse gravato da un precedente penale specifico per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento e un altro precedente che risaliva soltanto a un anno prima rispetto all’aggressione di Porcari. Inoltre i magistrati hanno ricordato «la prevaricazione usata nei confronti della vittima, accentuata dalla preponderanza numerica al momento dell’aggressione». —
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