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Compra le case dalla Baldassari ma il tribunale le mette all’asta

Donatella Lascar
Compra le case dalla Baldassari ma il tribunale le mette all’asta

La disavventura di un livornese che aveva acquistato dalla società fallita cinque appartamenti a Calambrone

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lucca. Quello che sta capitando all’ingegnere livornese Edo Sprugnoli e alla sua famiglia è un vero incubo. C’è il rischio reale che sia lui, che i suoi quattro nipoti, si ritrovino con le case vendute all’asta anche se interamente pagate con i risparmi di una vita di sacrifici. Anzi, due di queste abitazioni sono già state vendute all’asta venerdì scorso.

In fumo potrebbe andare un investimento di circa 1 milione e 800 mila euro per una complessa vicenda che parte dal fallimento del costruttore dal quale erano state comprate le abitazioni.

Si tratta di appartamenti all’interno dell’ex colonia Rosa Maltoni a Calambroni acquistata e ristrutturata dall’azienda lucchese Baldassari per farne una residenza turistico alberghiera. Ma l’azienda è fallita nel 2014 e lo scorso anno sono partite le procedure di asta per le abitazioni.

I problemi per l’ingegner Sprugnoli sono nati dal fatto che il costruttore, fallendo, ha lasciato un conto plurimilionario da pagare alle banche. Debiti per i quali a finire nei guai sono stati anche coloro che avevano regolarmente acquistato gli appartamenti. L’odissea dell’ingegnere comincia nel 2009, quando sottoscrive i preliminari per l’acquisto di cinque alloggi nell’ex colonia Rosa Maltoni (uno per sé e quattro in usufrutto con la nuda proprietà ai propri nipoti). Poco tempo dopo finisce per versare l’intero prezzo: 1 milione e 800mila euro. L’ultima tranche nel 2011, quando vengono stipulati i contratti definitivi sui quali però, grava ancora l’ipoteca cumulativa e non frazionata a fronte di un mutuo di 14milioni e 500mila euro, che un pool di tre banche aveva erogato al costruttore. «Peraltro, – spiega l’avvocato civilista di Sprugnoli Luigi Seghi -, l’immobile gravato da ipoteca non frazionata non poteva essere nemmeno venduto e oltretutto sugli immobili gravava anche un’altra ipoteca, sempre a favore del pool di banche, per ulteriori 3milioni di cui nemmeno il notaio si era accorto». Quando il costruttore fallisce alcune delle case non sono nemmeno del tutto finite. Il pool di banche creditrici della società fallita nel 2015 agisce per mettere all’asta gli immobili tra cui anche quelli di Sprugnoli e dei suoi nipoti, che avendo acquistato immobili ipotecati, pur non essendo loro debitori delle banche, si vedono messi all’asta i propri beni.

«L’ingegnere ha fatto opposizione alla vendita – precisa l’avvocato Seghi – e nell’opposizione si sostiene che il mutuo concesso dal pool di banche sarebbe nullo perché non avrebbe le caratteristiche per essere considerato fondiario. In più, l’ingegnere si duole anche di non essere stato posto nemmeno in condizione di procedere alla conversione del pignoramento con somme di denaro, non avendo il pool di banche provveduto al frazionamento del mutuo e dell’ipoteca pur avendolo richiesto». Il Tribunale al momento non ha sospeso l’esecuzione tanto che nell’asta dello scorso 9 luglio sono stati venduti due dei cinque alloggi dell’ingegnere. Al momento non è stata ancora fissata la data per la prossima vendita.

La prima udienza invece, dove si discuterà dell’opposizione, è prevista per il 17 settembre. Nel caso in cui venga accolta l’opposizione di Sprugnoli, alla fine avrà diritto solo al risarcimento dei danni ma non potrà riavere le case che sono già state vendute all’asta. —

Donatella Lascar

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