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Al prefetto le 642 firme per il Comune aperto il sabato

Emanuela Ambrogi
Al prefetto le 642 firme per il Comune aperto il sabato

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bagni di lucca. Partirà al massimo lunedì mattina la lettera per il prefetto con le 642 firme (un numero davvero consistente per Bagni di Lucca) raccolte con la petizione promossa dai due consiglieri di opposizione Claudio Gemignani e Laura Lucchesi per la riapertura del Comune il sabato. Se il prefetto non interverrà o non otterrà risposte dall'amministrazione comunale i due consiglieri raccoglieranno firme da allegare alla mozione di sfiducia che presenteranno in consiglio contro la giunta guidata da Paolo Michelini.

Intanto continuano gli incontri del gruppo "Un Futuro per Bagni di Lucca" con i residenti anche nelle frazioni. Dopo avere ospitato il consigliere regionale Maurizio Marchetti (Forza Italia) a San Cassiano di Controne, il 6 agosto a Benabbio ci sarà l'onorevole Riccardo Zucconi (Fratelli d'Italia). «Ci sentiamo presi in giro su molti punti - spiegano Gemignani e Lucchesi- e la lettera per il prefetto è pronta. Ci teniamo a specificare che non si tratta di un attacco alle persone e che rispettiamo il lavoro dei dipendenti comunali, ma la volontà dei cittadini, dei commercianti e degli operatori del turismo è ben chiara. La chiusura del Comune il sabato, insieme ad altri (corse bus, tassa Tosap, cartelli orari sbagliati, centro sanitario) è un grande errore dell'amministrazione. Noi chiediamo una riorganizzazione dell'orario del sabato, valutando magari una apertura dello sportello ridotta, con personale. Il disagio creato è troppo grande».

Per Gemignani c'è un grande malcontento: «La gente è delusa, non capisce le motivazioni di questa scelta che per alcuni commercianti ha voluto dire il 30-40% di calo nelle vendite del sabato, il giorno migliore. In questo momento di crisi un vero massacro. Alla petizione hanno aderito anche l'altro gruppo di opposizione, Progetto Rinascimento, e alcune persone della sinistra. Un vero successo. Tanti i volontari che si sono mossi per la raccolta anche nelle case, in tanti ci hanno addirittura cercato. Sono arrabbiati i residenti, ma anche i villeggianti che rientrano nelle loro seconde case nel fine settimana e che trovano il Comune chiuso».

Da sempre il sabato alla Villa significa giorno di incontro per le persone delle frazioni che vanno al mercato, a fare compere, in Comune. Una tradizione che nel tempo ha creato un indotto. «Capiamo - conclude Gemignani - che si tratterebbe solo di un piccolo passo per combattete la grande crisi. Per batterla c"è bisogno di grandi strategie e progetti, ma è comunque molto importante riportare un po' di gente in centro il sabato. Sono passate due settimane dall'inizio della raccolta delle firme, il risultato è evidente. Se la giunta non ascolterà la cittadinanza, partirà la mozione di sfiducia». Intanto, aggiunge Lucchesi, il gruppo continua a incontrare e ascoltare i residenti: «Parliamo con loro, prendiamo atto delle problematiche. Abbiamo stampato una piccola pubblicazione col lavoro svolto in 25 mesi dalle elezioni: 30 interpellanze, 8 mozioni, tanto lavoro e tanti progetti. Non ci fermiamo mai». —

Emanuela Ambrogi

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