Il lutto
Ospitarono il falso dentista condannati tre veri medici
Permisero a un sedicente odontoiatra di effettuare interventi sui pazienti. Sospensione della pena condizionata al risarcimento di due clienti danneggiati
LUCCA. Falsi dentisti, condannati tre medici per concorso in esercizio abusivo della professione: nei loro studi il signor Vasco De Santi metteva le mani nella bocca di ignari pazienti come fosse un vero dentista. Peccato che tale non fosse. Ieri mattina, di fronte al giudice Tiziana Lottini si è concluso il processo che vedeva imputati a vario titolo Vasco De Santi, lucchese classe 1953, e tre veri odontoiatri. De Santi è già a noto alle cronache come “dentista a domicilio”: in passato il 66enne aveva svolto questo tipo di attività persino a casa dei clienti, contravvenendo al rispetto delle norme igienico sanitarie e soprattutto essendo privo di un requisito fondamentale: essere un dentista. De Santi non è neppure un odontotecnico, ovvero “l’artigiano” che costruisce le protesi dentali, e non ha alcuna competenza certificata per fare otturazioni, devitalizzazioni, estrazioni e altri interventi. Ciononostante si spacciava per odontoiatra e offriva prestazioni, a domicilio e in veri studi. Così facendo ha provocato danni a diversi pazienti e ha messo nei guai qualche vero dentista, che si è troppo fidato della fama di De Santi. . Per esercizio abusivo della professione il 66enne aveva già patteggiato una pena di sei mesi e non essendo processabile due volte per lo stesso reato, ieri il giudice lo ha assolto. Nel mirino della procura, però, erano finiti anche tre dentisti, in questo caso veri e propri. La loro colpa è di aver fatto lavorare De Santi nei loro studi. Per questi motivi alla sbarra sono finiti Mario Romagnoli, Marco Giambitto e Simone Giovanni Pellegrini. Il giudice li ha condannati a 2 mesi di reclusione per concorso in esercizio abusivo della professione. La sospensione della pena è condizionata al risarcimento di due pazienti: i tre medici dovranno pagare loro 5mila euro a testa. —
G.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
