Il dolore
Settecento chilometri per dire no alla violenza contro le donne
lucca. Settecento chilometri a piedi per dire no alla violenza sulle donne. E dimostrare che qualsiasi donna può - e deve - sentirsi tranquilla e sicura nell’affrontare un viaggio da sola. Senza il timore di fare brutti incontri. Martina Pastorino (nella foto sopra) è una ragazza coraggiosa. Ha 29 anni e vive a Ovada, in provincia di Alessandria, città dalla quale il 5 luglio ha avuto inizio il suo viaggio in solitaria lungo la via Francigena. L’obiettivo? Arrivare a Roma, il 3 agosto. E, nel frattempo, raccogiere fondi da destinare al centro antiviolenza Me.Dea della sua città. Dove, in linea ormai con tutta Italia, i casi di violenza sono purtroppo in crescita. E Lucca, purtoppo, non è da meno. Nel 2017 il centro Luna ha preso in carico 211 donne, 160 delle quali italiane. Di queste, 32 - e pure 40 minori - sono stati poi ospitati in case rifugio protette. L’anno successivo le donne accolte al centro sono state 277, di cui 147 con figli, mentre 29 sono state trasferite in case rifugio.
E per il 2019 sono già 127 le richieste arrivate fino a oggi, con 13 donne e 24 minori trasferiti in case protette. «L’idea del viaggio - spiega Martina - è partita parlando con le operatrici del centro. Mi hanno illustrato una realtà che stentavo a credere, molto più agghiacciante di quanto si possa recepire dalla cronaca. E allora ho deciso di fare qualcosa per smuovere le coscienze. Perché anch’io sono una donna e non accetto di vivere nella paura ».
Seppur faticosa, l’impresa non dovrebbe essere problematica per una giovane donna che ha sempre fatto attività sportiva, laureata in scienze motorie e insegnante di educazione fisica. L’allenamento non le manca di certo. Ma Martina non viaggia da sola. Ad accompagnarla c’è Kira, una meticcia di 2 anni e mezzo. «Lei non sempre ha voglia di percorrere una ventina di chilometri al giorno - racconta Pastorino - e allora si fa prendere in spalla».
Ieri, dopo Camaiore, ha fatto tappa a Lucca, dove è stata accolta al centro Luna con una festicciola organizzata dalle operatrici Ilaria Colombani, Silvia Selmi e Alida Bondanelli. E stamani è ripartita per Altopascio, per poi proseguire verso Siena e Viterbo per approdare nella Capitale.
Sono 28 le tappe, senza un giorno di riposo, durante le quali Martina visiterà diversi centri antiviolenza, portando messaggi di forza e speranza alle donne e cercando di sensibilizzare tutte le realtà che incontra lungo il tragitto. —
Rossella Lucchesi
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