Italia
Verso il nuovo ponte Nel 2020 il cantiere per chiudere i lavori nel maggio 2022
A Palazzo Ducale incontro pubblico per fare il punto sulla realizzazione, dopo anni di attesa, dell’infrastruttura
Nel maggio del 2022 potremo attraversare il Serchio dal nuovo ponte: almeno se sarà rispettato il cronoprogramma dell’opera illustrato ieri mattina a Palazzo Ducale. All’incontro, aperto dal presidente della Provincia Luca Menesini, erano presenti il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, e i tecnici provinciali Francesca Lazzari, Pierluigi Saletti e Luigi De Angelis. L’incontro pubblico serviva a presentare l’opera, a illustrarne i dettagli tecnici, gli aspetti economici e, soprattutto, per fare il punto sui tempi. Tempi fin qui lunghissimi, visto che il primo riferimento all’opera risale addirittura al 2001, con il suo inserimento nel piano strutturale. Ma fu nel 2009, come ricordato da Tambellini e dall’allora presidente della Provincia Stefano Baccelli, anche lui presente all’incontro, che emerse con forza la necessità di passare dalla teoria alla realizzazione.
Quando chiuse il ponte. A far emergere quella necessità, 10 anni fa, fu la chiusura del ponte di San Quirico, quando si temeva un possibile cedimento. L’allarme rientrò, gli interventi necessari furono fatti, ma quanto accaduto fece capire non solo ciò che si sapeva già (ossia che il ponte di San Quirico era ormai inadeguato per le esigenze del traffico), ma che la viabilità lucchese non poteva permettersi di dipendere da quel quasi solitario (a meno di non arrivare a Nave o nel Morianese) punto di attraversamento. Baccelli ha ricordato quei giorni, in cui fu dato l’avvio all’iter che, ieri mattina, ha portato all’incontro Palazzo Ducale (a dimostrare, come detto nell’occasione, che serve spesso molto più tempo al lavoro burocratico che non a quello materiale). Un iter lungo, con la caccia ai finanziamenti che coinvolse anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (il cui contributo si è comunque rivelato fondamentale per finanziare la progettazione e il concorso per la scelta dell’opera).
I costi. Già, i soldi. L’opera, come è stato detto, costerà 15 milioni e 620 mila euro: 14 milioni e 450 mila arriveranno dal ministero delle infrastrutture, 550mila dalla Regione e i rimanenti 620mila dalla Provincia. Circa un milione in più del preventivo iniziale, proprio perché il troppo tempo trascorso ha portato anche a dover fare una rivalutazione dei costi.
I tempi. L’architetto Lazzari, e De Angelis per quanto riguarda gli aspetti legati alla gara di appalto, hanno anche calendarizzato i vari passi che dovranno portare, nell’arco di tre anni (pena la perdita dei fondi europei), a poter attraversare quel benedetto ponte. A giorni è prevista l’approvazione del progetto esecutivo, a settembre sarà aperta la gara d’appalto (per un periodo che andrà dai 30 ai 60 giorni) con chiusura del contratto (dopo tutte le pratiche legate all’assegnazione dei lavori) prevista per l’aprile del 2020. Contemporaneamente si dovranno chiudere anche le pratiche di esproprio (22 le “ditte catastali” interessate). Tra maggio e giugno di quello stesso anno è prevista l’apertura del cantiere e, a quel punto, tutto sarà nelle mani della ditta vincitrice e dei suoi operai, con consegna dell’opera prevista per il maggio 2022.
I numeri di un’urgenza. A dimostrare quanto sia necessaria quell’opera sono i dati, presentati ieri, sui volumi di traffico attuali sul ponte di San Quirico, e di come cambieranno (spesso in meglio, ma non sempre) i flussi col nuovo ponte. Attualmente ogni giorno sul ponte di San Quirico passano 11.983 veicoli al giorno in direzione Lucca e 12.082 in quella opposta, e, limitandosi ai mezzi pesanti nell’orario di punta (7,30-8,30) ci sono 24 camion o Tir che vanno verso ovest, ma ben 142 che si muovono verso la città. Con il nuovo ponte si prevede un minor numero di veicoli soprattutto su via Salicchi (-745 all’ora) e via di Moriano (-400 all’ora), ma anche sulla Circonvalazione Est (-88) e pure sulla Pesciatina (-65). Però ci sono anche delle strade che registreranno un aumento: il lato nord di via del Brennero (+331 veicoli l’ora) e pure la piccola via delle Ville (+62). Per evitare quest’impatto negativo, è stato detto, serve l’asse suburbano tra la via del Brennero e la zona del nuovo ospedale («Su cui dovremo cominciare a lavorare subito», ha ricordato Tambellini): in quel caso si registrerebbero altri aumenti su alcune strade (+ 489 veicoli l’ora su lato nord di via del Brennero, + 119 su via Romana, +132 su via di Sant’Alessio, +62 su via di Tiglio), ma se ne libererebbero molte di più, con -223 auto l’ora su viale Europa a Marlia, - 172 sulla Pesciatina, -199 su via della Madonnina, -283 sulla varante delle Tagliate, -699 sulla circonvallazione Est-Ovest e, soprattutto, -942 (in pratica oltre 15 auto in meno ogni minuto) sul tratto tra via del Brennero e via Salicchi. —
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