Il Tirreno

Lucca

Due sessantenni rinviati a giudizio 

Bambina violentata da patrigno e zio da quando aveva 8 anni

Massimo Donati

2 MINUTI DI LETTURA





Capannori. Soltanto dopo un paio d’anni aveva trovato il coraggio di raccontare ciò che aveva dovuto subire fin da quando era bambina. Di quelle violenze sessuali di cui era stata vittima da parte del compagno della madre e, per un certo periodo, del fratello dell’uomo, che abitava nella loro stessa casa. E delle volte in cui, per costringerla a sottostare alle sue voglie, il patrigno la narcotizzava, la minacciava o addirittura picchiava la madre davanti a lei. Un inferno che era andato avanti da quando aveva 8 anni a quando ne aveva compiuti 15 anni.

Una vicenda agghiacciante per la quale, lunedì mattina, la gup del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci ha ordinato il rinvio a giudizio dei due fratelli (attualmente residenti nel nord Italia, entrambi oggi attorno ai sessant’anni, non ne scriviamo le generalità per non rendere riconoscibile la giovane vittima). Violenza sessuale pluriaggravata l’accusa nei loro confronti. Nell’udienza preliminare, la ragazza, oggi maggiorenne, rappresentata dall’avvocato Matteo Santoni, si è costituita parte civile.

Secondo quanto raccontato per la prima volta due anni fa alle psicologhe della Società della Salute della Valdinievole le violenze da parte del convivente della madre erano iniziate attorno al 2008. Per la prima volta nell’abitazione nel comune di Pescia in cui vivevano, ma poi anche nella zona di Capannori. Abusi di ogni genere, pressoché giornalieri, andati avanti per anni, a volte avvenuti dopo aver fatto bere alla bambina una sostanza liquida, probabilmente una cosiddetta “droga dello stupro”, quando opponeva troppa resistenza. A volte invece, per convincerla a non fare troppe storie, quando era già un po’ più grande, l’uomo la minacciava di portarle via il cellulare e di non farla uscire con le amichette. Oppure prendeva a botte la madre, minacciando di continuare se non si fosse concessa a lui. Quando aveva attorno ai dieci anni, la bambina aveva dovuto ripetutamente sottostare anche alle voglie dello “zio”, che per un paio di anni era stato ospite in casa loro, sia a Pescia che a Capannori.

L’inferno era finito solo quando la relazione tra il suo patrigno-orco e la madre era terminata. Ma la vittima aveva trovato la forza di liberarsi del peso che si portava dentro solo quando era ormai quasi maggiorenne. Scattate le indagini, prima della procura di Lucca e poi di quella di Pistoia, a fine 2018 è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Claudio Curelli. Lunedì il rinvio a giudizio. Il processo inizierà a novembre. —

Massimo Donati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa