Il dolore
Azionariato popolare per rilanciare Bagni di Lucca
BAGNI DI LUCCA. Villa Fiori come centro artistico, culturale e filosofico, nonché sede di Gay Pride (Bagni fu tra i primi centri in Europa dove tante coppie hanno potuto vivere liberamente la loro omosessualità) al centro del progetto per il rilancio delle strutture termali del paese, in vista del bando di assegnazione della gestione. L’iniziativa, che punta sul coinvolgimento di investitori ma anche sull’azionariato popolare, è di Vito Valentino, medico, 65 anni, già assessore alla cultura nel precedente mandato.
Personaggio eclettico, Valentino ha già avviato contatti, anche con l’attuale gestore delle Terme, Vittorio Lapolla: «Studio il piano da mesi e ritengo di essere la persona adatta per poterlo coordinare, creare i collegamenti i e coinvolgere più persone possibile, cittadini, professionisti, amministratori, per investire, poco o tanto, per rendere finalmente giustizia alle risorse e alla storia di Bagni di Lucca, ampliando il progetto a Lucca e provincia. La mia proposta non ha fini politici, è aperta a tutti». Ancora da definire la formula giuridica per operare, ma Valentino punta su un azionariato aperto anche oltre i confini comunali. L’ex assessore mira a una ristrutturazione non solo degli stabilimenti a Bagni Caldi, ma dell’intero complesso (San Giovanni, Docce Basse, Bernabò, Bagni alla Villa) e dello stabile storico di villa Fiori. «La mia proposta è chiara – continua Valentino – Bagni di Lucca ha tutto: l’acqua calda che sgorga dalle sorgenti tutto il giorno, il verde, i boschi, il fiume, la storia, l’arte. Noi possiamo tornare a essere un centro internazionale, una piccola capitale europea. Bisogna però partire dal basso».
Nel progetto è prevista anche una leggera variante urbanistica per creare una zona a traffico limitato, per valorizzare l’area vicino alla Lima, con una spiaggia da realizzarsi sotto il Circolo dei Forestieri (come un tempo), una balera e una zattera per godere del torrente. Il medico punta poi sulle acque anche per un utilizzo energetico e tecnologico moderno, con impatti minimi sull’ambiente. Il primo step è il “quorum”, il capitale iniziale per partire. Valentino si è già messo in contatto con Lapolla, con ingegneri, architetti e professionisti della zona e anche con l’amministrazione. Primo obiettivo è costituire un gruppo azionario per poter poi accedere a bandi europei: «Il progetto deve andare avanti altrimenti, anche se a Bagni abbiamo tutto, moriamo». —
E.A.
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