Il Tirreno

Lucca

la filt cgil 

«Direttore di Metro, i costi non ricadano sui lavoratori»

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lucca. Non scaricare il peso finanziario di investimenti e personale di Metro sui lavoratori. È l’invito della Filt Cgil di Lucca, dopo il bando di concorso per direttore generale dell’azienda. «Anche se l’azienda Metro si è ingrandita con la fusione della ex-Itinera - attacca il sindacato - notiamo un ampliamento della dirigenza visto che il futuro direttore generale si andrà a sommare all’attuale amministratore unico, figura quest'ultima che in passato svolgeva di fatto entrambi i compiti benché senza alcun riconoscimento aggiuntivo da parte della amministrazione comunale. Accanto a questi anche un ingegnere, professionista esterno, con compiti diversi, il cui contratto ci risulta in scadenza ma la cui figura dovrebbe essere confermata».

Non vorremmo, continua la Filt, «che tutto questo, assieme agli investimenti sempre più necessari nei parcheggi Luporini e Mazzini per il rinnovo delle casse automatiche, delle barriere, del controllo degli accessi ormai obsoleti, all’adeguamento di alcuni uffici ed ambienti di lavoro, sommato alla mancanza di oltre settanta stalli al parcheggio della Stazione per problemi di sicurezza nella zona adiacente ad un capannone abbandonato, contribuisse a creare una situazione tale che per esperienza sappiamo su chi verrebbe scaricata, cioè sui lavoratori. Quei lavoratori che invece vedono alcune loro voci economiche ferme ormai da tempo, come il ticket dei buoni pasto al minimo contrattuale, o il premio di produzione definito alcuni anni addietro. Quei lavoratori che, nonostante le nostre denunce passate, continuano ad essere in numero assolutamente insufficiente per il lavoro di ausiliario del traffico; è vero che finalmente è stata fatta una selezione pubblica con la assunzione di due addetti ma tutto ciò, rispetto alle reali necessità di controllo, e considerati alcuni pensionamenti, risulta assolutamente insufficiente. Di fronte a queste necessarie richieste contrattuali ed occupazionali non vorremmo che l’azienda si barricasse dietro a quei bilanci che come sempre valgono solo per i lavoratori. Non saremmo disposti ad accettarlo». —



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