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bagni di lucca 

Scontro tra fedeli, monsignor Giulietti è il paciere

Emanuela Ambrogi
Scontro tra fedeli, monsignor Giulietti è il paciere

L’arcivescovo è riuscito a mettere fine al clima di odio nato fra parrocchiani sul modo dei parroci di gestire la chiesa

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BAGNI DI LUCCA. Più chiaro di così l’arcivescovo Paolo Giulietti non poteva essere: a Bagni tutti devono smetterla col "non detto", devono agire per una riconciliazione e seguire il metodo ecclesiale che ha nel vescovo il referente dirimere ogni questione. Sono le indicazioni per parroci e fedeli, da anni invischiati in polemiche, maldicenze, calunnie e attacchi anonimi sfociati anche in manifesti, volantinaggi e scontri al vetriolo, pubblici, tra parroci. Stavolta la polemica è nata da visioni contrastanti sul modo di agire dei parroci: chi per la tradizione, chi per le visioni condivise da Papa Bergoglio. Chi aveva lanciato le accuse però all’assemblea di ieri non si è presentato: lanciato il sasso, ha ritirato la mano.

Assente era anche don Emanuele Rosi, accusato da don Raffaello Giusti di essere l’ispiratore di attacchi a suo danno. In ogni caso, ha detto monsignor Giulietti, si deve parlare, confrontarsi col parroco, come in una famiglia. «Le cose che non vanno bene non devono rimanere dentro, nessuno è perfetto e il confronto è necessario. Basta con l 'anonimato, la società sana deve chiarirsi e non nascondersi».

Don Giusti ha detto che ha cercato una riconciliazione, ma senza successo. «C’è un vescovo disposto al dialogo, c'è un consiglio pastorale, c'è un parroco – ha chiarito l’arcivescovo -. Rivolgetevi a me, se necessario». All’incontro nella sala parrocchiale della chiesa del Sacro Cuore, alla Villa, oltre cinquanta persone, fedeli, catechisti, persone legate alla Chiesa. Le accuse velenose stavolta non sono arrivate, al contrario di quanto era successo nell'incontro a Borgo a Mozzano il 28 giugno, dove don Giusti era stato accusato da una catechista della Villa di fare comunione e confessione n modo sacrilego. Presente all’incontro anche il vicario zonale, don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia.

Il vescovo ha specificato di essere venuto a Bagni per cercare una soluzione: «In ogni comunità ci sono conflitti, ma la comunità è formata da peccatori perdonati, nessuno può giudicare. Nessuno deve sentirsi superiore o migliore. Queste polemiche hanno il potere di allontanare dalla Chiesa le persone più deboli, più semplici, più indifese». Giulietti ha invitato i presenti a parlare. Monica Mattei di Fornoli ha detto che deve finire il clima di odio verso don Raffaello «perché ognuno ha il suo modo».

Marzia Malerbi, attiva da anni nella vita parrocchiale, ha espresso le difficoltà personali incontrate in parrocchia con il cambio di sacerdoti: «Da due parroci anziani, siamo passati a un prete giovane, poi a don Giusti. Don Rosi mi era sembrata una boccata di aria fresca, ma ho capito che avrei avuto scontri anche con lui. Bisogna lavorare tutti insieme perché c'è la necessità di un cambiamento». Stefano Tintori ha invitato a fare un passo indietro: «Don Giusti usa parole che possono sembrare forti, che servono a scuotere le coscienze». Gemma Fazzi ha ricordato che in passato don Lorenzo Nanni e don Ascanio Giampaoli avevano sottoscritto il patto di solidarietà col Comune e le associazioni. Roberta Bertini, della Villa, ha invitato i presenti a non tenere più i propri malumori dentro. Anche Marcello Marchi, di Chifenti, ha esternato le difficoltà tra chiesa tradizionale e moderna. Giulietti ha chiuso ricordando la necessità di fare squadra per fare grandi progetti. —


 

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