Il dolore
La figlia indagata per omicidio volontario Lei si difende: «È stato un incidente»
Domani l’autopsia sul corpo di Roberto Franceschi: l’esame potrà chiarire come e con quale forza è stato dato il colpo
Omicidio volontario. È questa l’ipotesi di reato con cui la procura di Lucca ha iscritto nel registro degli indagati Ilenia Franceschi, la 44enne di Lammari che venerdì, nella cucina di casa, ha ucciso con un fendente il padre, Roberto Franceschi, 70 anni, ex idraulico della Cantoni.
Un colpo accidentale o una coltellata volontaria? Questo dovrà chiarirlo l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino: il magistrato venerdì ha interrogato la donna, assistita dagli avvocati Leandro e Roberto Bonacchi, nella caserma di Lammari. Un faccia a faccia che si è protratto fino alle 3 di notte. Ilenia, sotto choc e in lacrime, ha raccontato agli inquirenti che al termine di una animata discussione il padre le si è avventato contro. Per ripararsi lei ha alzato le braccia e involontariamente l’ha colpito al torace con il coltello da cucina che teneva in mano, dato che in quel momento stavo affettando le verdure. Una versione che non convince il magistrato e i militari del nucleo investigativo dei carabinieri che stanno conducendo le indagini, guidati dal capitano Paolo Floris e dal maggiore Dario Anfuso. Da qui la pesante ipotesi di reato: né colposo, né preterintenzionale, bensì omicidio volontario.
Nei confronti della donna non sono state prese misure cautelari: non c’è pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. Ieri mattina Ilenia è rimasta nella casa della sorella Monia, proprio di fronte al terratetto dove è avvenuto il fatto e dove ieri sono arrivati gli uomini della scientifica per dei nuovi rilievi. Nella notte è stata ascoltata dai carabinieri anche la madre, la 64enne Marta Camilli, invalida e costretta su una sedia a rotelle. Era l’unica persona presente nell’angusta cucina della casa di via del Chiasso al momento dell’accoltellamento: la donna ha fornito indicazioni utili, ma su cui c’è riserbo. Dalle indagini, però, emerge che i rapporti tra i familiari non erano idilliaci.
Lunedì verrà effettuata l’autopsia sul corpo del defunto. Se ne occuperà il medico legale Stefano Pierotti. L’esame potrà chiarire come è stato inferto il colpo (dall’alto, dal basso, di lato) e con quale forza. Se ne potranno ricavare elementi che avvalorano o inficiano la versione fornita dall’indagata. «Nomineremo un consulente per partecipare all’esame», spiega il legale Leandro Bonacchi. È certo che a uccidere Roberto Franceschi sia stato un’unico fendente: la lama del coltello, un utensile da cucina di medie dimensioni, ha attinto il 70enne all’aorta o al cuore, lasciandogli pochi attimi di vita. È stata proprio la figlia Ilenia a chiamare il 118 ma l’uomo è morto poco dopo. —
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