Sicurezza
La chiamata alla sorella: «Mi è venuto contro poi ho visto il sangue»
lucca. «Mi è venuto contro e poi ho visto il sangue, ho preso degli asciugamani e ho chiamato i soccorsi».
A parlare è Ilenia Franceschi: dall’altra parte del telefono c’è la sorella Monia che in quel momento (ndr: venerdì sera dopo le 18) si trova a Torre del Lago, ospite di un amico, Renato Noè, che per tutto il resto dell’anno abita a due passi da loro - anche lui in via del Chiasso a Lammari - nella stessa corte di Alessandro Camilli, fratello della moglie di Roberto Franceschi. A raccontare qualche frammento della drammatica conversazione fra le due, avvenuta subito dopo l’accaduto, è proprio Noè che ancora non riesce a credere a quello che è successo. «Ha parlato di un incidente - dice - lei stava tagliando le zucchine per poi preparare la cena e in quel momento stava discutendo col padre. Poi lui le è andato contro e lei per difesa ha tirato su il coltello che aveva già in mano. In quel momento ha visto un fiotto di sangue che usciva dal torace, ha detto alla sorella di aver preso degli asciugamani per tamponare e di aver chiamato i soccorsi. A quel punto Monia è partita per tornare a Lammari».
Questa è la stessa versione dei fatti che Ilenia Franceschi, ha riportato anche durante l’interrogatorio di venerdì notte, a poche ore dalla morte del padre. Versione che però non convince il pm Salvatore Giannino, tanto che la donna è indagata per omicidio volontario.
«Non so perché stessero discutendo - aggiunge Noè - in famiglia c’erano alti e bassi, soprattutto per il lavoro e la situazione era complicata anche dalla malattia della moglie. Roberto se ne prendeva cura 24 ore su 24. All’inizio si era un po’ ripresa ma poi le sue condizioni di salute erano di nuovo peggiorate e non è riuscita a reagire. Le liti c’erano ma non erano così frequenti. Questa tragedia non era certo prevedibile». Scuote la testa Noè, fa avanti e indietro dalla sua corte a quella in cui abitano i Franceschi. E non si dà pace. —
F.S.
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