La manifestazione
I sigilli alla casa, il cane che abbaia e la Scientifica
La casa su due piani di Roberto Franceschi, in via del Chiasso 6 a Lammari, è sotto sequestro. Nel cancello una fettuccia bianca e rossa con la scritta carabinieri, nella porta della cucina alla quale si accede anche da un ingresso sul retro c’è una catena col lucchetto. Tutto è fermo a venerdì sera, quando Roberto è morto, ferito da una coltellata al torace. Nel giardino è rimasto solo il cane, che abbaia appena si avvicina qualcuno. Nella veranda, fra le piante e i fiori, la scientifica dei carabinieri effettua rilievi e misurazioni in cerca di qualche ulteriore traccia che sia utile alla ricostruzione dei fatti. I carabinieri fanno avanti e indietro fra la veranda e la cucina attigua: è qui infatti, che sarebbe stato trovato Franceschi in condizioni disperate. Durante la mattinata di ieri la famiglia della vittima si è chiusa nel dolore. La figlia Ilenia, ospite nella casa della sorella, a pochi passi dall’abitazione della tragedia, è accusata di omicidio volontario ma per lei non è scattata, al momento, alcuna misura cautelare. Secondo quanto ha raccontato agli inquirenti si sarebbe trattato di un incidente. La stessa versione la riportano alcuni vicini tra i quali c’è anche Renato Noè in alto a destra.
(FOTOSERVIZIO FIORENZO SERNACCHIOLI)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
