Il Tirreno

Lucca

Muore accoltellato in casa a 70 anni, la figlia sotto interrogatorio per ore

Gianni Parrini
La casa in cui è stato ucciso il 70enne Roberto Franceschi (nel riquadro)
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La casa in cui è stato ucciso il 70enne Roberto Franceschi (nel riquadro)

Tragedia in via del Chiasso a Lammari. Gli inquirenti escludono la pista accidentale e puntano su una lite in famiglia

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Nella corte di Lammari in cui vive la famiglia Franceschi un paio di cani di piccola taglia vanno su e giù per il cortile e le strade attigue di via del Chiasso, gioiosi e festanti di fronte alla vista di tanta gente. Non sanno che quella corte di anime varie che percorre i viottoli con passo concitato è lì riunita per l’omicidio appena commesso nel terratetto in cui Roberto Franceschi, 70 anni, vive assieme alla moglie Marta Camilli, 64 anni, da tempo costretta su una sedia a rotelle. Con loro abita la più piccola delle due figlie, Ilenia, di 44 anni: lavora saltuariamente per un’impresa di pulizie ma sta soprattutto a casa per prendersi cura della madre invalida a causa di una malattia. Sarebbe stata proprio la 44enne, al termine di una lite avvenuta mentre si trovava in cucina a pulire la verdura, a colpire il padre al torace con un coltello. Nel momento in cui scriviamo la dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio degli inquirenti: alle 23 la donna è sotto interrogatorio da parte del sostituto procuratore Salvatore Giannino, che coordina le indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Lucca, guidati dal maggiore Paolo Floris e dal tenente colonnello Dario Anfuso. Nei suoi confronti non è stato preso alcun provvedimento ma gli inquirenti sembrano escludere che si sia trattato di un incidente.

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L’ora della tragedia è l’unica cosa certa di questa vicenda: alle 18,05 alla centrale operativa del 118 Alta Toscana arriva una chiamata. «C’è stato un accoltellamento in via Chiasso a Lammari, venite». I soccorritori appena arrivati sul posto trovano Roberto Franceschi riverso a terra in cucina, colpito da un fendente al torace. La situazione è disperata ma l’uomo è ancora vivo: chiedono l’intervento di Pegaso, che atterra nel campo dietro la casa. Ma Franceschi non prenderà mai quel volo: il suo cuore smette di battere ancora prima che medici e infermieri possano caricarlo sull’elisoccorso.

La tragedia è consumata e si apre il giallo: cosa è successo in quella casa? Nella piccola corte tutti si fanno la stessa domanda. Cominciano ad accorrere i vicini che hanno sentito Pegaso e le urla disperate provenienti del civico numero 6. In breve arriva sul posto l’altra figlia della coppia, Monia (45 anni): era da poco andata a Torre del Lago per trascorrere qualche ora con il compagno Gorizio. La scena a questo punto si sposta a casa loro, che abitano nella stessa corte, proprio di fronte ai genitori e alla sorella Ilenia. Qui si riuniscono le forze dell’ordine e qui viene portata in un primo momento la signora Marta, l’unica testimone presente in casa al momento dell’omicidio. A causa della malattia e dello choc subito la donna non riesce a comunicare con chiarezza quanto ha visto e sentito, così viene portata in caserma per essere ascoltata con più calma. Sul posto arrivano anche il medico legale Stefano Pierotti e la scientifica, mentre i carabinieri portano via il coltello. All’interno della casa, invece, la nottata è ancora lunga. —
 

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