Gioco
Lucchese, la Federazione dà l’ok Ora la pubblicazione del bando
L’avviso richiederà la presentazione di un business plan di tre anni. Due le cordate in lizza
LUCCA. Adesso il bando. Dopo il via libera dal presidente della Figc Gabriele Gravina alla richiesta del sindaco Alessandro Tambellini di pubblicare la manifestazione di interesse per assegnare la squadra simbolo della città ad imprenditori seri e trasparenti con un progetto pluriennale per “strutturare” la società e riqualificare lo stadio Porta Elisa e il centro sportivo dell’Acquedotto.
Progetto sportivo, business plan triennale e la documentazione che attesti la solvibilità finanziaria saranno le linee generali del bando pubblicato la prossima settimana dall'amministrazione comunale per fare rinascere il calcio rossonero dopo il terzo crac dell’As Lucchese Libertas e rappresentare la città di Lucca in serie D.
Per ora si è fatta avanti ufficialmente la cordata sarda guidata da Ninni Corda con gli imprenditori Massimo Nicastro e Roberto Felleca, con dentro anche l’ex bomber Roberto Pruzzo. Una compagine che ha vinto il campionato di serie D nel Como e tentato di acquistare il Carpi. C’è poi la cordata locale (Mario Santoro e gli ex calciatori Bruno Russo e Daniele Deoma che la scorsa settimana hanno incontrato il sindaco) con alle spalle diverse aziende del territorio che finanzierebbero il progetto con sponsorizzazioni. L’idea è di una Lucchese legata al territorio e alla tradizione, con giocatori-bandiera tra cui anche Lucio Nobile (magari futuro presidente), Francesco Monaco allenatore e magari Tony Carruezzo e Vittorio Tosto.
L'avviso, che dovrà servire a valutare progetti in grado di salvaguardare la lunga e gloriosa tradizione calcistica della città e raccogliere il patrimonio sportivo della Lucchese Libertas, fissa “paletti” precisi. «Un progetto sportivo che dovrà contenere gli elementi tecnico-agonistici e gli obiettivi, rivolti anche alla promozione del settore giovanile e di quello femminile e ai possibili interventi di valorizzazione degli impianti, un business plan della durata di tre anni legato al progetto sportivo - scrive il Comune - e l'indicazione di coloro che faranno parte della compagine societaria con la documentazione puntuale relativa alla solvibilità finanziaria e l'insussistenza di motivi di esclusione e una relazione che dia conto, per ogni soggetto che farà parte della compagine societaria, delle precedenti esperienze e del curriculum sportivo».
La documentazione sarà esaminata da una commissione di professionisti e tecnici del settore. L'ultima parola al sindaco che sceglierà la compagine a cui concedere l'uso del Porta Elisa e dei campi sportivi dell'Acquedotto e, per i primi tre anni, un canone annuo simbolico. I potenziali dirgenti dovranno garantire l’iscrizione in sovranumero, una fideiussione da 350mila euro e riqualificare le strutture, oltre ad un budget per la squadra. Ma la priorità è la società. —
Nicola Nucci
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