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il ritratto 

La Cantoni, la bicicletta e l’amore per la sua Marta

La Cantoni, la bicicletta e l’amore per la sua Marta

Per trent’anni ha lavorato come idraulico all’azienda dell’Acquacalda Poi la malattia della moglie gli aveva cambiato la vita

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capannori. Lo conoscevano tutti, Roberto Franceschi. Lo conoscevano tutti, in questo angolo della Piana e non solo. E per questo chi gli è stato nel corso degli anni più vicino non riesce a concepire quanto avvenuto ieri sera nella casa a due piani di via del Chiasso.

Per tutta la vita Franceschi è stato un idraulico. Un artigiano apprezzato, tant’è vero che per trent’anni ha lavorato in quella che - insieme alla Manifattura Tabacchi - è stata il fulcro della ricchezza di Lucca: la Cantoni dell’Acquacalda. Un gigante che aveva bisogno anche di personale che si occupasse della manutenzione degli impianti. E Franceschi era uno di questi, che anche dopo la pensione aveva continuato a fare piccoli lavoretti.

Nella vita di Franceschi c'era anche una grande passione sportiva: quella per il ciclismo maturata sin dagli anni della giovinezza. E non era soltanto una passione da divano: fino a qualche anno fa, infatti, non era difficile vederlo sfrecciare in sella a una bicicletta da corsa. Fino a qualche anno fa, appunto. Perché le traversie della vita avevano bussato alla porta della casa di Roberto e della moglie Marta. E lo aveva fatto diversi anni fa, con una malattia che aveva colpito la signora, lasciandola con una grave invalidità.

Da quel momento la routine di Franceschi era completamente cambiato. Secondo i racconti di chi lo conosceva bene si era completamente dedicato all’assistenza della donna, lasciando da parte ogni altra occupazione e con l’aiuto delle figlie. Fino alla tragedia di ieri pomeriggio che per tutti rimane ancora senza spiegazione. —

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