Kme, firmata in Regione l’intesa che “prevede” il pirogassificatore
Per il cartario il documento parla di un impianto in grado di smaltire pulper per almeno 70.000 tonnellate
Il sindaco Caterina Campani va “sottobraccio” agli ambientalisti del fronte no piro, la Regione invece firma con i rappresentanti delle aziende cartarie un “Patto per lo sviluppo” in cui si prevede e si intende alleviare il problema degli scarti e dei fanghi da smaltire, con la realizzazione di un impianto abilitato a trattare e trasformare questi rifiuti.
Dove? Nel documento non c'è scritto espressamente il sito di Fornaci, ma è come se ci fosse, perché nessuno, in Italia, ha un progetto del genere, Kme a parte. E così, l'ennesima querelle tra Regione e amministrazione comunale di Barga, mette imbarazzi nel PD e nelle istituzioni.
Il documento chiamato “Intesa con le parti sociali per lo sviluppo della Toscana”, è un insieme di progetti e opere pubbliche e private che, negli intendimenti di giunta regionali e associazioni di categoria, porteranno cantieri, lavoro e benefici. In questa intesa, tra i settori interessati, rientra anche il cartario per il quale esiste un “Accordo in corso di definizione per favorire il miglioramento della qualità della raccolta differenziata, di per se già a buon livello in Toscana per quanto riguarda la carta, nonché per la possibilità di smaltire scarti residui per almeno 70.000 t/a di pulper presso un futuro impianto in corso di autorizzazione, tenendo presente l’esigenza di soluzioni di prossimità rispetto a quantitativi complessivi per il settore di 120.000 t/a circa di pulper e 80.000 t/a tra fanghi e cosiddette code”.
Un impianto come il pirorigassificatore, giusto per intenderci che, leggendo tra le righe, secondo Firenze, non sarebbe una chimera. Dunque, mentre a Barga si litiga arriva un segnale politico forte e chiaro: Regione e Comune la pensano diversamente su questo progetto. Non solo, nel documento firmato ieri pomeriggio a Firenze, c'è spazio anche per le nuove politiche industriali: «Serve sostegno agli investimenti privati, per l’innovazione e l’economia circolare. Un modello che va quindi sostenuto affiancando - come del resto sta già in molti casi accadendo - alla buona qualità delle produzioni, anche la buona qualità del lavoro e l’attenzione all’ambiente attraverso l’introduzione di elementi di economia circolare, sia dal lato del riciclaggio rifiuti urbani che da quello della chiusura di filiere produttive con impianti adeguati per il recupero, trattamento e smaltimento di rifiuti speciali, a partire dai settori del cuoio, tessile e cartario, oltre ad una generale riduzione o riciclo delle plastiche, o ancora sostituzione con prodotti biodegradabili». Più chiaro di così, non si può. E a posteriori della firma, il sindaco di Barga, Caterina Campani, che promise solennemente di mettere le barricate anche davanti agli stessi compagni di partito, non le manda certo a dire: «Abbiamo appreso questo pomeriggio della firma a Firenze di una sorta di patto di fine legislatura promosso dalla Giunta regionale insieme alle principali categorie economiche e produttive della nostra regione. Anche in questo caso avremmo dovuto solamente rallegrarci di ciò sennonché, leggendo un paragrafo dedicato al tema dell’economia circolare, troviamo un nuovo richiamo alla realizzazione del progetto del pirogassificatore di KME». Campani cerca la strada della diplomazia e fermezza, secondo uno stile che le appartiene: «Una prospettiva del genere risulta totalmente irricevibile da parte della nostra amministrazione. Mi appello pertanto nuovamente al presidente Rossi ed al management aziendale affinché si possa recuperare un fattivo dialogo istituzionale tale da permetterci di trovare soluzioni diverse capaci d’assicurare consolidamento e rilancio all’azienda senza però derogare alle prerogative di carattere ambientale che intendiamo perseguire con determinazione». —
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