Il Tirreno

Lucca

agivano anche in lucchesia 

Anziani abbracciati e poi derubati, sgominata la banda dei finti amici

Manuela D’Angelo

Si tratta di tre persone, due uomini e una donna, di Sarzana Sono ritenuti responsabili di almeno venti furti di preziosi

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lucca. “Ma come stai? Quanto tempo! Ti trovo bene! Ma ti ricordi di me? Sono un amico di tuo figlio…quanti pomeriggi a casa vostra, a studiare…quanto ci siamo divertiti! Si faccia abbracciare, che piacere rivederla… si faccia abbracciare di nuovo”. Andava più o meno così ed è proprio a seguito di tutti quegli abbracci, delle frasi a raffica, dell’insistenza, ma anche del garbo e della simpatia, che numerosi anziani sono stati truffati, derubati, seguiti fino sulla soglia di casa e privati delle loro certezze e consapevolezze. Un arresto in carcere e due divieti di dimora in provincia di Massa-Carrara sono le misure cautelari scattate per tre sinti di nazionalità italiana che “con sistematicità e metodo” derubavano anziani 90enni dei loro portafogli, catenine, bracciali e orologi, fingendosi amici dei figli, o vecchie conoscenze e soprattutto abbracciandoli. I tre sono ritenuti responsabili di furti anche in Lucchesia.

Si chiama “abbraccio” l’operazione dei carabinieri di Massa, coordinata dal sostituto Procuratore Marco Mansi, che ha scoperto il team di malviventi, due uomini (di cui uno finito in carcere) e una donna residenti a Sarzana: 20 i casi accertati di truffe e bottini consistenti in oro, tra cui un orologio da 14mila euro, sfilato a un anziano. I tre sceglievano le loro vittime dopo accurati e prolungati pedinamenti. Prendevano di mira soltanto anziani residenti in piccoli paesi della provincia, lontani dai centri storici; ne controllavano i movimenti e le abitudini, per convincerli di una reale conoscenza e frequentazione. Poi li adescavano, in un momento di debolezza, con la spesa sotto il braccio, o mentre tornavano a casa da soli. Si fingevano vecchi amici di parenti, o persone che avevano eseguito per loro lavori in casa. Tra i bottini più importanti appunto, un orologio da 14mila euro che l’anziano si è accorto di non avere più al polso molte ore dopo aver incontrato quel “vecchio amico” del figlio che, ha rivelato ai carabinieri, “era stato così gentile” e lo aveva “abbracciato tanto”. Un pesante orologio in pratica sfilato con una mano sola e senza il minimo attrito. Molti altri furti sono avvenuti fin dentro gli appartamenti, o nei giardini degli anziani. Un caso, preoccupante per gli inquirenti, ha visto coinvolti anche due minori, i nipotini di una nonna, fermata e rapinata dai sinti appena dopo averli presi dall’asilo, mentre li aveva ancora per mano. I tre si spostavano con sistematicità in provincia di Massa-Carrara, arrivando fino in Lucchesia, quando i territori apuani si saturavano e c’era necessità di sparire. La Procura ha chiuso il cerchio attorno a loro dopo sei mesi di indagini: ai tre è stato contestato il reato di furto con strappo con circostanze aggravanti; il sostituto Procuratore Marco Mansi ha cercato di ottenere anche l’associazione a delinquere ma il gip non ha ritenuto al momento di procedere in quel senso. —

Manuela D’Angelo

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