Il Tirreno

Lucca

comitato per san concordio 

«No alla piazza coperta» Chiesto l’intervento della Soprintendenza

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lucca. “Piazza coperta” nell’area Gesam: il Comitato Per San Concordio chiede l’intervento della Soprintendenza. È questo il “responso” dell’assemblea dei cittadini di San Concordio che si è svolta martedì sera nella biblioteca popolare di via Urbiciani durante la quale è stato ribadito il “No” alla cementificazione del quartiere. «Lo bloccheremo con tutti i mezzi - dichiarano il comitato Per San Concordio e l’associazione culturale Quartiere San Concordio, organizzatori dell’assemblea - proprio nel momento in cui si teneva una nutrita assemblea pubblica sui progetti previsti per questo quartiere, il Comune ha aperto l'appalto per la realizzazione di uno dei progetti più contestati dei Quartieri Social, quello della “piazza coperta” nell'area Gesam. L'assemblea unanime si è dichiarata fortemente contraria a progetti che non sono stati minimamente condivisi con i residenti, che non sono di alcuna utilità, peggiorano le condizioni ambientali del quartiere, sono eccessivi e sovradimensionati e sembrano fatti con il solo intento di spendere più soldi possibile. Nel caso specifico della "piazza coperta", si tratta di un vero e proprio scempio in un'area delicata e ricca di storia del quartiere, ove nel 2009 sono emerse importanti strutture murarie del Porto e del Gasometro ottocentesco». Contro i tre progetti maggiormente contestati, ovvero la pavimentazione delle aree verdidella Montagnola e la realizzazione del “padellone”, la piazza coperta nell’area Gesam e la scuola nel parco di via Nottolini sono state raccolte ad oggi circa 1.500 firme, che nei prossimi giorni verranno consegnate al Comune. «Per quanto concerne la grande costruzione della “piazza coperta” nell’area Gesam- aggiungono comitato e associazione - dove si trovano due beni inseriti nel patrimonio territoriale della città, i cittadini chiedono alla Soprintendenza e al mondo della cultura lucchese di intervenire, per impedire quella che sembra una vera e propria "barbarie" non degna della cultura urbanistica della città. Il Comitato e l'Associazione Culturale si opporranno con tutti i mezzi possibili per fermare le cementificazioni in programma, e, certi di poter bloccare i lavori, consigliano di lasciar andare deserti i bandi e suggeriscono fin d'ora al Comune e all'Erp di inserire “clausole di dissolvenza” negli appalti, perché non vada a finire che le imprese vincitrici, anche se non potessero eseguire i lavori per i motivi più vari, chiedano lo stesso di essere pagate». —

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