Lutto
Spaccia eroina Thai bloccato e arrestato sul fiume a Cerasomma
Nei guai un tunisino trovato con 80 grammi di stupefacente Successo dell’operazione congiunta carabinieri-polizia
Le zone dello spaccio sono ormai tristemente note e servirebbe un’azione forte di contrasto che coinvolga tutte le forze dell’ordine per fare in modo di recuperare quei luoghi e renderli vivibili a tutti. La zona di Cerasomma, nelle vicinanze dell’argine del fiume, è ricettacolo dello spaccio. In particolar modo di cocaina e di eroina. Ultimamente a farla da padrone è un tipo di eroina bianca che arriva dalla Thailandia: la Thai. Uno stupefacente molto più potente dell’eroina di tipo Brown Sugar di color marrone chiaro. Quella zona è il regno dei tunisini. Sono loro - dopo aver ricevuto da fornitori in prevalenza albanesi - lo stupefacente a fungere da pusher e a nascondersi nei boschi, nonostante il caldo e l’afa di questo periodo, e a saltare fuori quando arrivano i clienti (in prevalenza giovani, ma anche persone di mezza età e di vari ceti sociali) per effettuare la cessione dello stupefacente. A Cerasomma - nella zona dello spaccio - «comanda» la famiglia Talbi. Ed è proprio uno di loro - Mohamed Feres Talbi, 22 anni, tunisino irregolare sul territorio nazionale - che domenica è stato arrestato dai carabinieri del radiomobile in collaborazione con gli agenti della squadra Volanti della questura. Il giovane extracomunitario è finito nei guai per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Era assieme ad un connazionale - vicino all’argine del Serchio a Cerasomma - quando sono entrati in azione carabinieri e poliziotti.
Ma appena le pattuglie si sono avvicinate i due immigrati hanno cercato di svignarsela dandosi alla fuga. Mohamed Feres Talbi poche centinaia di metri dopo è stato bloccato e sottoposto a perquisizione. Addosso aveva 45 grammi di eroina e 25 grammi di cocaina. Quantitativi suddivisi in più dosi e ripartiti in diversi involucri pronti per essere ceduti ai clienti a cui avevano dato appuntamento. L’arresto del tunisino - comunicato al sostituto Enrico Corucci - è stato convalidato dal giudice e ora gli inquirenti stanno cercando di individuare anche l’altro spacciatore fuggito. —
L.T.
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