Sicurezza
Lucchese, primo contatto tra il sindaco e la cordata di imprenditori-sponsor
Gli ex Bruno Russo e Daniele Deoma sono all’interno di un progetto a medio-lungo termine alternativo al gruppo sardo
Contatto. Ieri pomeriggio il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore allo sport Stefano Ragghianti hanno incontrato la componente sportiva della cordata che rappresenta il gruppo di imprenditori lucchesi che intende rifondare la Pantera ripartendo dalla A dei dilettanti. Sul piatto una proposta - che necessita ovviamente delle opportune verifiche di natura contabile e fideiussoria - per dar vita a una società dinamica, snella e profondamente legata al territorio. Al suo interno infatti ci sarebbero ex calciatori rossoneri che hanno scritto la storia del club - come dimostrerebbe la presenza dell’ex bandiera Bruno Russo (secondo calciatore di ogni epoca come numero di presenze e già direttore sportivo della seconda rinascita nel 2011) e dell’ex difensore Daniele Deoma - e anche di ex dirigenti (si parla con insistenza di Mario Santoro responsabile marketing sia a tempi di Aldo Grassi che di Fouzi Hadj e inizialmente anche di Giuliano Giuliani). Accanto alla componente tecnica ci sarebbero, in qualità di sponsor, alcune importanti realtà imprenditoriali legate ai settori dell'edilizia, del cartario e della chimica. Realtà produttive di primo piano a livello nazionale e internazionale che fornirebbero un contributo economico nel corso degli anni.
GLI OBIETTIVI
L'obiettivo illustrato da Russo e Deoma al sindaco Alessandro Tambellini è quello di dar vita a un sodalizio ambizioso, con una solida base economica, che abbia un asset di comprovata affidabilità e che sotto il profilo sportivo getti le basi per riportare Lucca nel calcio che conta. Un occhio di particolare riguardo, è stato spiegato al primo cittadino, verrà destinato al settore giovanile - che ritroverà la sua casa abituale nell'Acquedotto - con la costituzione di 4 formazioni e anche al calcio femminile. D’altronde come è stato più volte sottolineato nel colloquio protrattosi per quasi un’ora, il vivaio è la base di partenza per fare calcio in maniera seria e sostenibile. Durante l'incontro è stato affrontato l'argomento dello stadio Porta Elisa, attualmente in condizioni di assoluto degrado nonostante l’abnegazione e la buona volontà del custode Renzo Reni.
Al termine del dialogo Tambellini ha assicurato l'impegno dell'amministrazione allo scopo di realizzare un project financing con gli imprenditori interessati alla Lucchese, compatibili con le possibilità offerte dall'attuale programmazione urbanistica. Gli industriali che farebbero parte della cordata auspicano che il Comune risponda in maniera positiva. Il progetto operativo riferito oralmente al sindaco prevede inoltre che la prima squadra e la formazione femminile abbiano il loro quartier generale allo stadio di Saltocchio, dove a seguito di una concessione pluriennale si prevede la realizzazione del campo in sintetico (il primo sul territorio) e una riqualificazione generale.
ADESSO I FATTI
A parole si tratta di un progetto molto interessante e gradito dalla maggioranza dei tifosi. Ma adesso occorre mettere nero su bianco: serve un business plan biennale o triennale con costi, ricavi e cifre indicate e soprattutto con fideiussioni bancarie. Perché occorrono, solo per partire, 350mila euro per l’iscrizione in D in soprannumero. E qualcuno (gli sponsor) qui soldi li deve garantire. Altrimenti non si va da nessuna parte. Serve poi capire quanto gli imprenditori sono disposti a mettere sul piatto in questa prima stagione considerando che la Pianese nel campionato vinto appena concluso ha speso circa 500mila euro. Una cosa è certa per questo gruppo, almeno nella prossima stagione, non sarà fondamentale vincere, ma programmare il futuro. —
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