Sicurezza
Hacking Labs chiude dopo l’allagamento: Nuova sede? Impegni non mantenuti
Il temporale di domenica ha sommerso i locali dell’associazione Bernardi: «Il Comune in ritardo». Menesini: «Non siete soli»
CAPANNORI. L’associazione Hacking Labs chiude i battenti (almeno per ora) dopo l’ennesimo allagamento della sede ricavata nel sotterraneo della scuola media “Nottolini” a Lammari. Il violento temporale che domenica mattina si è abbattuto sulla Piana ha causato ingenti danni economici all’associazione di promozione sociale il cui scopo è quello di promuovere e diffondere la cultura informatica, soprattutto nelle realtà più disagiate che non permettono l'acquisto di materiale informatico o la possibilità di frequentare corsi, recuperando computer vecchi e obsoleti, donati anche alle scuole, parrocchie ed altri enti. Un esempio virtuoso e locale di riuso e riciclo. L’associazione, nata nel giugno 2009, affermandosi come punto di riferimento in ambito di formazione e consulenza diventando anche un centro di aggregazione giovanile spontaneo, chiama in causa l’amministrazione comunale e un progetto non ancora realizzato.
«Domenica mattina la nostra sede è stata oggetto di inondazione come accade spesso a tutto il sotterraneo della scuola in inverno con gravi allagamenti al plesso scolastico comunale. Quest’anno il 2019 sembrava che finalmente Hacking Labs dopo quattro anni di sede provvisoria gli fosse affidata una sede agibile a differenza dell’attuale. A maggio - racconta l’associazione del presidente Mirko Bernardi - dovevamo andare nella sede nuova (a Segromigno nell’ex Ceseca ndr) per avviare il progetto “Miniere Urbane” e se ciò fosse avvenuto non vi sarebbe stato questo nuovo incidente».
Secondo Hacking Labs l’amministrazione del Comune di Capannori nonostante una delibera di giunta «non è riuscita ancora a mantenere gli impegni presi davanti al consiglio direttivo». Il progetto è rimasto «sommerso» e «l’associazione ha compiuto 10 anni di attività nel maggio scorso e nei suoi anni si è distinta sul territorio per essere la prima realtà del riuso e dell’economia circolare nella provincia di Lucca e nel sociale ospitando anche studenti con problematiche che altrimenti non potrebbero fare le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro in aziende e il servizio pubblico alle scuole. Riapriremo quando ci sarà assegnata la nuova sede», è lo sfogo di Bernardi. Al presidente di Hacking Labs ha risposto, su Facebook, l'assessore alla scuola Francesco Cecchetti. «C’è in essere un percorso, non una promessa elettorale, affinché Miniere Urbane possa trovare la propria sede al piano terra dell’ex Ceseca. Del cartello di associazioni e cooperative che hanno costituito Miniere Urbane fa parte anche Hacking Labs. Capisco l’amarezza per i danni dell'acquazzone, ma sono sicuro che riusciremo a gestire, come sempre, insieme anche questa volta». Non è tardata ad arrivare anche la risposta del sindaco Luca Menesini. «Adesso c'è un'emergenza, poi ripartiremo insieme, non siete soli». —
Nicola Nucci
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