Il Tirreno

Lucca

Sistema Ambiente, avvisi a decine di locali «Tariffa da ricalcolare col suolo pubblico»

Gianni Parrini
Sistema Ambiente, avvisi a decine di locali «Tariffa da ricalcolare col suolo pubblico»

Rivisti gli importi degli ultimi 5 anni per chi non ha comunicato di avere lo spazio esterno. Incontro Comune-associazioni

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Suolo pubblico e rifiuti, braccio di ferro tra Sistema Ambiente e decine di esercenti che non hanno comunicato di avere uno spazio all’aperto o non anno dichiarato eventuali variazioni delle superfici disponibili: l’azienda chiede loro di pagare ciò che non hanno versato negli ultimi cinque anni. Si annunciano salassi, per questo le associazioni di categoria sono al lavoro: a giorni è previsto un incontro con il Comune per cercare una mediazione.

«Caro utente da una verifica effettuata risulta che lei abbia effettuato l’occupazione di suolo pubblico sulle seguenti superfici nei periodi sotto indicati, ma che non abbia presentato per tali occupazioni apposita denuncia ai fini dell’applicazione della tariffa rifiuti. La invitiamo pertanto a contattare Sistema Ambiente. Qualora non ricevessimo alcuna comunicazione si provvederà a effettuare d’ufficio un accertamento».

È questo il tono dell’avviso arrivato giorni fa a decine di commercianti (forse anche di più) che secondo Sistema Ambiente non hanno comunicato all’azienda di avere uno spazio esterno o le sue eventuali variazioni e quindi non hanno consentito di calcolare in maniera corretta l’importo della tariffa sui rifiuti. Le superfici che un esercizio ha a disposizione per le proprie attività sono uno dei parametri da prendere in considerazione per calcolare l’ammontare della Taric. Ebbene, incrociando i dati in proprio possesso con quelli del Suap, l’azienda che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ha scoperto che in molti casi i dati dei diversi uffici non coincidevano. E così ha inviato gli avvisi ai titolari degli esercizi per cui ha rilevato discrepanze.

Non si parla di spiccioli, anzi: molti locali del centro storico, ad esempio, internamente hanno metrature limitate mentre dispongono di ampi spazi esterni in cui sistemano i tavoli per i clienti. Il termine di prescrizione per il mancato pagamento della tariffa sui rifiuti è di 5 anni e così l’azienda ha intenzione di andare indietro di un lustro per chiedere le somme che non sono state versate. Il passaggio è delicato: gli importi dovuti non sono stati comunicati ai singoli esercenti ma in alcuni casi potrebbe trattarsi di cifre significative. Anche perché se il periodo di occupazione del suolo pubblico supera i 183 giorni l’esercente deve pagare per l’intero anno, come previsto dall’articolo 14 del regolamento sui rifiuti. Per questo motivo in molti si sono rivolti alle associazioni di categoria e le forze di opposizione nei giorni scorsi hanno inviato un comunicato per denunciare la “spremitura” degli esercenti da parte dell’amministrazione Tambellini. Da palazzo Orsetti fanno sapere che in settimana si terrà un incontro con le associazioni per affrontare il problema. —

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