La manifestazione
Russo più Monaco è il sogno dell’estate
La Ruspa cerca imprenditori locali per salvare la Lucchese L’ex capitano il mister ideale per tentare la rinascita
Luca Tronchetti
LUCCA. Conferme non ce ne sono. Ma il silenzio assordante di queste ore porta a credere che qualcosa nell’imprenditoria locale si stia muovendo. Lentamente, a piccoli passi. L’artefice pare essere lo stesso che fece ripartire la Lucchese dall’Eccellenza in quella torrida estate del 2011: Bruno Russo. L’ex Ruspa - ormai lucchese d’adozione e che nel club rossonero ha svolto le mansioni di calciatore, allenatore e direttore sportivo - sta cercando di raccogliere, come fece già otto anni fa, qualche industriale locale (ma non solo) armato di pazienza e di buona volontà che decida, senza fare il passo più lungo della gamba, di provare a far ripartire la vecchia Pantera. Possibilmente dalla serie D in soprannumero. E pazienza se nella stagione che andrà ad iniziare il primo settembre la Lucchese non si presenterà tra le favorite ai nastri di partenza. Russo, logicamente, non parla. Attende e spera che il progetto prenda corpo prima di presentarsi dal sindaco. Se il piano dovesse andare in porto il centopolmoni rossonero avrebbe già pronto il nome del possibile allenatore: Francesco Monaco, capitano di mille battaglie, vincitore con la casacca rossonera di due campionati e dalle Coppa Italia di C. Un nome che da solo basterebbe a scaldare una parte del tifo. Si tratta di un sogno di mezza estate o forse di qualcosa di più? Difficile dirlo. Almeno sino a quando qualcuno (Russo stesso o altri personaggi legati alla Lucchese) si presenteranno dal sindaco per partecipare alla bando per la manifestazione d’interesse alla costituzione della squadra rappresentativa della città. Il tempo non manca. Perché il 12 è il termine ultimo per l’ iscrizione per le formazioni di serie D. Ma per quelle che si iscrivono in soprannumero c’è tempo sino a fine luglio e, considerando i casi di Palermo e Foggia, si potrebbe arrivare anche sforare ai primi di agosto anche per i 9 gironi verranno composti a cavallo di Ferragosto. Certo è che il sindaco, una volta ricevuto l’okay dal presidente Figc Gravina e dal presidente della Lnd Sibillia, non potrà attendere più di 15-20 giorni per indicare, tra le proposte al vaglio, quella che fornisce maggiori garanzie in chiave futura. A quel punto, definito l’organigramma, si dovrà passare alla fase operativa e al versamento di 300mila euro per il soprannumero e di 50mila comprensivo di fideiussione e tassa d’iscrizione. Condizione per partecipare alla serie A dei dilettanti.
CORDA E GLI IMPIANTI
Detto che nel caso il gruppo Corda riuscisse a prendersi la società di nuova costituzione l’allenatore in Seconda sarebbe Roberto Cau, classe 1976, di Siniscola (Nuoro), ex centrocampista con 3 presenze in A nel Bari, 9 in B nel Monza, 200 tra C1 e C2 (Novara, Frosinone, Lanciano, Giulianova e Alghero) e oltre 120 in D, il direttore tecnico è capofila della cordata è rimasto deluso dall’impiantistica: «Al di là dell’inagibilità della tribuna coperta del Porta Elisa, non ci aspettavamo di vedere l’Acquedotto in quelle condizioni. Abbiamo chiesto all’amministrazione che ci dia una mano per i costi che dobbiamo sostenere. A Como la situazione era migliore: il Sinigaglia era in buone condizioni e anche se la struttura di Orsenigo (dove si allenava il settore giovanile) era bloccata dal curatore fallimentare c’era l’imbarazzo della scelta per i campi di allenamento. Siamo fiduciosi: attendiamo l’ok al bando per la manifestazione d’interesse». —
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