Gioco
L’utile di Ctt Nord arriva a tre milioni ma c’è l’incognita del ricorso di Ratp
A ottobre la sentenza del Consiglio di Stato sull’opposizione presentata dai francesi proprietari di Autolinee Toscane
La Ctt Nord ha un utile di oltre 3 milioni di euro, è una società forte, affidabile per i fornitori e per le banche, un colosso con oltre 1.400 addetti e che “mangia” oltre 30 milioni di km all’anno. Ma la sentenza che verrà emessa dal Consiglio di Stato a fine ottobre pesa come un macigno sull’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara. Oggetto del contendere i quattro miliardi di euro per la gestione del servizio in Toscana assegnato ad Autolinee Toscane, società detenuta dal colosso francese Ratp e concorrente di Mobit (consorzio delle aziende di trasporto toscano di cui fa parte anche la Ctt Nord), che ha fatto ricorso.
IL bilancio
Andrea Zavanella, presidente di CttNord, è soddisfatto perché nel 2012, dunque prima della fusione delle cinque aziende di trasporto, si registrava una perdita di circa un milione di euro arrivando poi nel 2013 a un perdita record pari a quattro milioni e mezzo. «Non solo abbiamo risanato il debito, ma dal 2015 abbiamo cominciato a crescere e per il quarto anno consecutivo abbiamo un segno positivo importante con un utile in costante crescita fino al 2018, con ben tre milioni e trecentomila euro.
Il personale.
«Nel 2012 c’erano almeno 1. 700 addetti – continua Zavanella – ma con gradualità abbiamo intrapreso una cura dimagrante che ci ha portato ai 1. 400 di oggi». La cura dimagrante ha riguardato soprattutto il comparto amministrativo che presentava molti “doppioni” in cariche anche dirigenziali. Sempre sulla questione del personale, la Ctt Nord è a caccia di giovani autisti. Zavanella dice: «Purtroppo l’accesso alla professione attraverso concorso non è così facile ed inoltre è costoso visto che ci vogliono le patenti “D” e “E”. Quindi stiamo valutando di dar vita ad un progetto che prevede la costituzione di una vera e propria accademy formativa per aiutare i giovani a superare i concorsi».
I costi
Questi sono ben gestiti dalla Ctt Nord, a parte quelli che non dipendono dall’azienda stessa come, ad esempio, il costo del gasolio che è passato da 1. 04 euro/litro nel 2016 a ben 1. 22 euro nel 2018. «È stato un aumento esplosivo – dice Zavanella – e per un’azienda come la nostra vuol dire aver speso oltre un milione di euro per il rifornimento». Non è andata meglio con il metano, che ha avuto una crescita simile. Ciò che la Ctt Nord è riuscita a tenere sotto controllo sono, ad esempio, i costi dell’assicurazione Rca. «Questi costi li abbiamo addomesticati grazie al nostro personale ed alla risoluzione dei contenziosi». La Ctt Nord passa da un costo Rca di quattro milioni e mezzo nel 2015 ai quattro milioni nel 2018. Rimangono alti, seppur stabili, i costi per la manutenzione dei bus che si aggirano intorno ai 16 milioni di euro. «Il nostro parco autobus è un po’come fosse un Giano bifronte, perché da un lato abbiamo mezzi nuovissimi, ben 210, ma dall’altro abbiamo tantissimi bus che hanno più di dieci anni.
Il bilancio “sociale”
La Ctt Nord ha messo in campo e firmato centinaia di convenzioni con associazioni, enti ed istituzioni. Per il 2020 non si sa ancora se la Ctt Nord potrà continuare a gestire il servizio di trasporto. «Ad ottobre sapremo tutto, ma in ogni caso sarà tardi per una vera programmazione», dice con amarezza Zavanella. –
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