Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

Corda svela il piano «Squadra vincente»

Luca Tronchetti
Corda svela il piano «Squadra vincente»

Gentile, Anelli, Dell’Agnello e Tonti pronti a sbarcare da Como Il gruppo visita Porta Elisa e Acquedotto: «Tanto lavoro da fare»

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LUCCA. Squadra in parte già pronta e in grado di competere per il primato, rapporti consolidati con i club di serie A per ottenere i prestiti di under 19 per poter coprire le quote, sviluppo del settore giovanile con ricerca di eventuali partner locali per rafforzare la compagine societaria, miglioramento delle strutture sportive, coinvolgimento dei tifosi e concessione trentennale dello stadio se dovranno essere sostenuti lavori all’impianto per oltre sei milioni di euro. Il gruppo che fa capo al direttore tecnico Ninni Corda arriva alle 12,30 a palazzo Orsetti dove ad attenderlo c’è il sindaco Alessandro Tambellini con l’assessore allo sport Stefano Ragghianti. Assieme all’ex allenatore di Como, Savona, Barletta e Alghero ci sono il team manager e procuratore Maurizio Barcellandi e la sorpresa Corrado Deiana. Si tratta di un imprenditore edile nuorese che entrerà a far parte del progetto societario - nel caso in cui il gruppo sia quello scelto dal sindaco per far ripartire il calcio a Lucca - assieme a Maria Assunta Pintus titolare di case di cura in Sardegna. Non ci sono Roberto Felleca, uno dei due imprenditori di riferimento e che in questa avventura avrà il ruolo di amministratore delegato, e il ds Roberto Pruzzo, grande bomber con le maglie di Genoa e Roma. Il primo è in vacanza in Messico, il secondo a Parigi. Massimo Nicastro, l’immobiliarista milanese che vive a Miami (Florida) sarà ugualmente coinvolto, ma avrà «una quota minoritaria» rispetto a quella stabilita nell’esperienza biennale a Como. L’impressione è che la componente sarda sia predominante. Insomma la Lucchese sarebbe pronta al «sardo» nel buio. Come a dire gli isolani salvano il club dalle tenebre dell’oblio rappresentato dal fallimento.

I PUNTI SALIENTI

Corda, camicia chiara, esce da palazzo Orsetti assieme a Barcellandi e Deiana e si ferma a parlare con i cronisti prima di visitare il Porta Elisa e quel che resta dei campi dell’Acquedotto. Più che sulla parte societaria Corda punta su quella sportiva. E snocciola nomi e cognomi dei calciatori pronti a sposare il progetto. Tutti rigorosamente over e tutti ex Como. Si tratta del portiere Alessio Tonti, 27 anni, una vita in C tra Forlì, Cesena, Mantova, Latina, Teramo, Matera; del difensore centrale Cristian Anelli, 30 anni, veterano della C2 e della D (Carpenedolo, Montichiari, Valenzana, AlzanoCene); del centrocampista Federico Gentile, 34 anni, ex Alghero, Savona, Spal e Siena e della punta Simone Dell’Agnello, 27 anni, livornese (figlio dell’ex cestista di serie A e della nazionale) ex Barletta, Savona, Livorno Cuneo. Per quanto riguarda eventuali innesti di ex rossoneri potrebbe esserci un primo abboccamento con Cristian Tavanti e piacciono altri 2-3 elementi. «L’allenatore? Sonderemo la disponibilità di Favarin (il mister di Coltano ha già firmato in D con la Fidelis Andria: bastava chiamarlo!) - dice Corda - Sulle giovani quote obbligatoriamente in campo (uno del 1999, due del 2000 e uno del 2001) non abbiamo problemi perché siamo in contatto con tutti i club di A: dal Torino alla Sampdoria, dal Genoa al Parma e al Sassuolo». Poi un invito al sindaco: «È stato gentilissimo e disponibile. Gli chiediamo di decidere in una settimana, massimo 10 giorni. Dobbiamo costruire una squadra competitiva perché Prato e Gavorrano sono già avanti. Come dicono dalle mie parti “Non siamo venuti qui per asciugare gli scogli”. Vogliamo riportare la gente allo stadio». —

Luca Tronchetti

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